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Codice FISCALE per devolvere il 5x1000
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Attività svolte sul territorio
Dall'’esperienza personale di un gruppo di amici durante una vacanza in Senegal nasce l’idea: ammaliati certamente dalle esotiche atmosfere dei paesaggi africani, sono ancora più colpiti dal calore ospitale, dal'l’umanità, dai sorrisi, dall'’operosità degli abitanti. Si trovano nella regione della Casamance, nel sud del Paese, che, pur disponendo di risorse primarie quali acqua, riso e prodotti della pesca, è isolata dal resto della nazione e le popolazioni si trovano completamente abbandonate.
Qui, a Oussouye, vive Suor Clementine, dell’Ordine africano “Figlie del Santo Cuore di Maria”, e si occupa senza risparmio di energie del locale orfanotrofio e della scuola materna. L'’incontro casuale con questa giovane suora dallo sguardo pieno d’amore e con i “suoi” bambini si rivela illuminante e profondamente toccante: nei cuori e nelle menti di tutti prende vita insopprimibile il desiderio di provare ad aiutare quella comunità in cui la miseria non toglie il sorriso e la dignità.
Da allora, il desiderio si è trasformato in un progetto che ha incontrato, in Italia, consensi, solidarietà, fiducia, partecipazione e ha portato alla nascita dell’associazione AMICO SENEGAL Onlus.
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Finalità
L’'obiettivo prioritario è quello di fornire un aiuto concreto ai problemi quotidiani degli Orfanotrofi, delle Scuole materna e elementari di Oussouye e di Cabrousse in Casamance (Senegal): - garantire ai bambini un’adeguata alimentazione e cure mediche - contribuire alla diffusione dell’istruzione, a partire dalla scuola materna - promuovere opere di ristrutturazione, ampliamento e miglioramento delle strutture del luogo - migliorare, con l’invio di attrezzature e materiale sanitario, i reparti maternità e i presidi di pronto soccorso della zona
Il lavoro dei soci e sostenitori di AMICO SENEGAL è quindi principalmente rivolto a far conoscere questa nuova realtà e per realizzare: - raccolta di fondi per la realizzazione dei progetti - programma di adozioni a distanza per i bambini orfani o provenienti da famiglie indigenti - raccolta di materiale sanitario, medico, didattico - raccolta di giochi ed abbigliamento - raccolta di fondi per la spedizione del materiale - opera di diffusione della cultura senegalese
Progetto AFRICAN MAMA
Dopo aver ristrutturato un Orfanotrofio, costruito una scuola, aver promosso le adozioni a distanza che
consentono a tanti bimbi e ragazzi di poter studiare ed aspirare ad una vita dignitosa nel loro paese,
quest'anno tocca al progetto della Maternità.
Quando noi, in questa parte del mondo, pensiamo ad una “Maternità”, immaginiamo un reparto
ospedaliero, forse non all'avanguardia, ma funzionante, nell'ambito più ampio di un vero ospedale.
Laggiù, invece, la maternità è un semplice, spoglio edificio, spartanamente attrezzato quantunque ora
fornito, grazie al lavoro dei volontari, almeno delle attrezzature di base, in cui Suor Domitilla si prende
carico delle donne e ragazze che, al momento del parto, non saprebbero dove altro cercare assistenza.
Attualmente è un posto di soccorso, con soli otto posti letto, dove confluiscono anche le donne della
confinante Guinea Bissau che compiono una la lunga marcia per partorire ‘oltre il confine’. E' un
viaggio della speranza e insieme della disperazione: un viaggio che le future mamme devono compiere
per dare alla luce i propri figli o per una semplice visita ginecologica, percorrendo decine e decine di
chilometri a piedi. Le giovani donne che cercano di raggiungere Kabrousse, il primo villaggio ‘oltre il
confine’, spesso sono costrette a fermarsi nella ‘capanna del parto’, una casa di fango e paglia senza
assistenza medica ed in pessime condizioni igienico-sanitarie o, nel peggiore dei casi, partorire lungo la
pista con il rischio di perdere i propri figli.
Poiché l'esistente maternità risulta troppo compromessa per essere ampliata, il progetto di Amico
Senegal è quello di costruirle accanto una nuova maternità. In questo modo, potranno essere accolte
e assistite più donne e, dettaglio della massima importanza dal punto di vista igienico-sanitario,
sarà possibile ospitare in spazi separati le partorienti che soffrano di patologie già in essere, come il
drammatico HIV o malaria o altre infezioni.
Non si può dimenticare tuttavia l'esistenza di quella miserrima “capanna del parto”, un luogo davvero
incredibile per chi non l'abbia visto di persona. L'ambizione di Amico Senegal si spinge fino a pensare di
poter trasformare la “capanna” in un punto di arrivo che sia innanzitutto un vero riparo, dove possano
essere prese almeno le essenziali misure igieniche e prestata l'assistenza primaria.Nel corso dell’ultimo viaggio di volontari dell’associazione tenutosi a fine febbraio 2012 è stata effettuata un’ulteriore visita al luogo, durante la quale, le donne del villaggio hanno dato la piena collaborazione a sostenere con i loro mezzi questo progetto, capendo la massima importanza che riveste per la vita di tutta la comunità: in particolare, si impegneranno ad offrire sabbia e conchiglie per la preparazione dei mattoni che faranno loro, metteranno a disposizione l' acqua del pozzo e si occuperanno anche del trasporto fino al villaggio, nonostante sia piuttosto lontano e, infine, si dedicheranno alla rimozione della boscaglia dal terreno che ospiterà la nuova costruzione.E' costato sacrifici, lavoro e dedizione, ma in questi anni siamo riusciti a portare a termine i progetti
che ci siamo prefissi di volta in volta e anche quest'anno confidiamo nell'aiuto di chi vorrà starci
accanto, con generosità e altruismo.
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