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'Como sostenibile e partecipata': proposte concrete per una Provincia più attenta al benessere dei cittadini
10/05/07
In occasione delle elezioni amministrative che si terranno a Como il 27 e 28 maggio 2007, l'associazione L'Isola che c'è vuole sottolineare l'importanza di alcune questioni e lo fa rivolgendosi ai candidati con il documento 'Como sostenibile e partecipata' che noi riportiamo in versione integrale qui di seguito.


Cos'è L'isola che c'è
L'isola che c'è rappresenta la rete di economia solidale (RES) comasca: una rete che coinvolge molti soggetti locali dell'economia sociale e solidale, con l'obiettivo di promuovere sul territorio un "Distretto di Economia Solidale" (DES). Finalità de L'isola che c'è è rimettere criteri di eticità, equità, solidarietà al centro dei meccanismi economici e sociali, riformulando in modo responsabile gli stili di produzione e di consumo affinché non siano assoggettati alle logiche del profitto.
I principi cui si ispira per fare ciò nascono dalle tante pratiche concrete presenti anche sul nostro territorio, che dimostrano come un'economia solidale sia possibile e desiderabile, per il raggiungimento di una migliore qualità della vita per tutti: la valorizzazione della dimensione locale e delle relazioni, l'equità e la sostenibilità sociale, la sostenibilità ecologica, la partecipazione attiva e democratica ai processi economici e sociali.


Che cosa chiediamo
In occasione delle prossime elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007, che vedranno molti candidati concorrere per la Provincia di Como, per il Comune di Como e per altri comuni, vorremmo portare all'attenzione alcune questioni per noi prioritarie.
Anzitutto rileviamo due questioni che oggi ci sembrano particolarmente serie:
- la preminenza della sfera economica sulla sfera politica, che impone logiche di profitto nella gestione del bene comune e conduce ad una progressiva erosione della ricchezza sociale e ambientale del territorio;
- la crisi democratica che deriva dall'allontanamento dei luoghi di rappresentanza e di decisione dai luoghi di vita dei cittadini, che si manifesta anche nell'incapacità di leggere e dare risposte ai bisogni prioritari.
Per questo ci rivolgiamo a tutti i candidati ad amministrare il territorio comasco per chiedere come considerano queste questioni, e se sono disponibili a:
considerare la sostenibilità - sociale e ambientale - come elemento chiave per la gestione e pianificazione del territorio, non in termini di sensibilità generica ma da determinare attraverso un approccio rigoroso;
attivare strumenti e luoghi di partecipazione reale ai processi decisionali - non in termini di "utenza" ma di cittadinanza attiva, con adeguate risorse - per ricreare co-responsabilità e trasparenza nella gestione del bene comune; ciò in una logica di prossimità ai luoghi di vita, soprattutto per ciò che riguarda direttamente i bisogni e la qualità della vita delle persone. In particolare formuliamo alcune proposte specifiche che riguardano le nostre competenze e le nostre sensibilità, augurandoci di poter ricevere delle indicazioni chiare rispetto all'impegno che ogni candidato intende assumersi rispetto ad esse.


Il territorio
Dotarsi di un Piano partecipato di Governo del Territorio che indichi con chiarezza gli scenari locali di futuro sostenibile verso cui indirizzarsi, evidenziando i vincoli ambientali e le scelte strategiche.
Adottare autentici indicatori di "benessere" e strumenti per conoscere il territorio, adeguati ad interpretare i fenomeni e ad operare scelte di vera sostenibilità sociale e ambientale e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Organizzare un sistema di mobilità che incentivi il trasporto pubblico e le soluzioni alternative all'uso dell'auto privata, offrendo ai cittadini reali possibilità di scelta.
Ostacolare la speculazione sull'edilizia residenziale "principale" e regolarizzare il mercato immobiliare per calmierare i prezzi e favorire una equa distribuzione delle abitazioni disponibili.
Promuovere nuovi regolamenti di edilizia sostenibile e sostenere il recupero e adeguamento dell'edilizia esistente per favorire l'efficienza energetica e ostacolare l'erosione del territorio.
Adottare politiche di gestione dei rifiuti che abbiano come priorità la massimizzazione di raccolta differenziata e riciclo, e la riduzione della quantità di rifiuti prodotta e del ricorso agli inceneritori.
Sviluppare un approccio progettuale delle opere pubbliche che tenga conto delle esigenze ambientali e sociali, verso un sistema di piccole opere per lo sviluppo locale.
Sostenere la gestione pubblica e partecipata dell'acqua in tutto il suo ciclo di gestione, e in generale di tutti i servizi essenziali che devono essere considerati beni comuni.
Considerare la conoscenza come un bene comune e quindi favorire il libero accesso al sapere, in particolare fornendo le infrastrutture necessarie per un servizio di banda larga digitale - telefonico ed internet - a disposizione della comunità (come già accade in varie parti del mondo).


Il risparmio delle risorse
Promuovere la riduzione dell'impatto ambientale negli stili di produzione e di consumo, incentivando l'uso di tecnologie a basso consumo energetico, di energie rinnovabili, di materiali riciclabili e biodegradabili, del riciclo e riuso, e limitando l'uso di materiali inquinanti e non riciclabili.
Incentivare la conversione degli impianti che utilizzano e producono energia - domestici e industriali - verso versioni più efficienti, e favorire lo "scambio sul posto" e la produzione decentrata di energia, il più possibile da fonti rinnovabili e dall'uso locale e sostenibile di risorse del territorio. Ciò a partire dalla ristrutturazione e dall'adeguamento dell'edilizia pubblica, utilizzando i servizi ESCO (energy service company) per ammortizzarne i costi.
Organizzare la pressione fiscale affinché siano favoriti e resti convenienti il risparmio di risorse e le "buone pratiche" sia per i cittadini che per le attività produttive (per energia, acqua, rifiuti, ecc).


L'economia solidale
Sostenere l'innovazione di impresa in termini sociali e ambientali e incentivare la nascita di nuove imprese socio-solidali - anche con incubatori specifici - in particolare per sostenere l'occupazione giovanile e la riqualificazione delle aree periferiche.
Promuovere nuove forme di cittadinanza attiva attraverso la diffusione di stili di vita improntati alla sostenibilità, alla eticità e alla riduzione dei consumi (sobrietà, consumo consapevole, finanza etica, risparmio energetico, mobilità sostenibile, ecc) attraverso strumenti che diffondano le "buone pratiche" (campagne, percorsi di formazione, sportelli di orientamento e consulenza, ecc).
Improntare ad uno stile di consumo sostenibile la stessa pubblica amministrazione:
praticando e promuovendo gli acquisti "verdi e solidali" (per enti pubblici, scuole, ospedali);
introducendo norme premianti nei bandi e nei regolamenti (es. per prodotti bio / equo / eco).
Favorire l'economia locale attraverso la valorizzazione dei prodotti locali e il sostegno alle filiere corte e alla chiusura locale dei cicli, in particolare:
favorendo la diffusione di nuovi spazi e modi di distribuzione: il contatto diretto con i produttori, le fiere e i mercati periodici locali, i gruppi di acquisto solidale;
assegnando spazi pubblici in cui attori del territorio possano attivare luoghi di riferimento - economici, sociali, culturali - dell'economia socio-solidale locale;
sostenendo la nascita del distretto di economia solidale comasco.
Sostenere i processi di autorganizzazione dei cittadini e dei soggetti sociali per la costruzione di risposte mutualistiche ai bisogni: percorsi collaborativi e di rete, gruppi di acquisto solidale, forme di scambio non monetario basate sulle relazioni (banche del tempo, baratto, ecc).


La coesione sociale e la pace
Ricostruire coesione e legami sociali affrontando il problema sicurezza in termini sociali prima che di ordine pubblico, con politiche che permettano di garantire i diritti di cittadinanza (casa, lavoro, sanità, istruzione, ecc) e di affrontare le situazioni di povertà, disagio, esclusione.
Sperimentare nuove politiche di "ordine pubblico" che valorizzino soggetti civili (mediatori culturali e sociali) e attori sociali (animazione di quartiere) per il "presidio" del territorio;
che introducano nelle "forze dell'ordine" una formazione adeguata per intervenire nei complessi fenomeni sociali, a partire dalla gestione nonviolenta dei conflitti.
Sviluppare un ruolo attivo delle pubbliche amministrazioni nella politica estera per la pace, il disarmo, l'equità e il contrasto alla povertà globale.
Promuovere lo scambio culturale e la cooperazione decentrata con altri territori, in particolare con esperienze di sviluppo locale sostenibile, economia solidale e partecipazione.
Per approfondimenti: info@lisolachece.org; cell. 338.9757397; www.lisolachece.org


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