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Pari opportunità: ricominciamo dai giovani
22/05/07
'Dobbiamo crearci da sole uno spazio, non possiamo sederci, alzare la mano ed aspettare che ci chiamino'. S'infiamma Erminia Moneta, Consigliera di Parità supplente della Provincia di Lecco (nella foto, con alcuni studenti dell'Istituto Bertacchi di Lecco). Poi sorride e aggiunge: 'Non crede?' Passiamo un'ora a discutere ed approfondire il tema dell'uguaglianza tra i sessi, per poi giungere alla conclusione che, in Italia, c'è ancora molto da fare: troppa diversità tra generi, basso tasso di occupazione femminile, disparità salariali tra uomo e donna e scarsa presenza femminile in politica o in cariche di potere.
Intanto, cominciamo a snocciolare qualche dato: secondo la classifica 2007 dell'indice di parità di genere (Gender Equity Index) elaborato dal Social Watch, il nostro Paese si colloca al 72° posto in fatto di parità tra i sessi in ambito lavorativo. Meglio di noi anche il Rwanda. Se nel settore privato la donna ha difficoltà ad emergere o per lo meno a parificarsi con il collega maschile, in quello pubblico la situazione non è migliore: su 3,5 milioni di statali, il 54% è rappresentato da donne; di queste, il 60% ha una laurea ma solo 1 su 6 occupa posti dirigenziali.
Situazione imbarazzante, la nostra.
Alla donna si chiede di fare più figli - e di fatto l'Italia investe molto nell'assistenza sanitaria alle madri - ma anche maggiore competitività lavorativa. E come la mettiamo poi alla nascita del pargolo? Asili nido con prezzi da un 'cinque stelle', asili aziendali pressochè inesistenti e il rischio, una volta rientrate al lavoro, di vedersi proporre un altro incarico, magari di livello inferiore. Nei casi più gravi le madri non rientrano affatto e non per pigrizia o per amore della vita domestica: esiste un impedimento reale, che si concretizza con la mancanza di una rete di supporto fatta di asili, agevolazioni ed incentivi.
'Cominciamo veramente a parlarne di più e non stanchiamoci di chiedere', aggiunge Erminia Moneta. Intanto, per sensibilizare anche i ragazzi sul tema delle pari opportunità e del rispetto tra i sessi, la Provincia di Lecco ha indetto il concorso 'Okkio alla pubblicità', nel quale i giovani di alcuni istituti lecchesi sono stati invitati ad osservare i modelli pubblicitari che utilizzano, per lanciare il proprio messaggio, corpi maschili e femminili in situazioni al limite della volgarità: seni per vendere mozzarelle o piastrelle, sederi per i jeans, modelle che invitano a bere una birra e anche ad un seguito, scene che mimano violenze sessuali di gruppo, per poi capire che il prodotto da piazzare è solo un capo di abbigliamento.
Gli studenti lecchesi hanno preso alcune pubblicità, le hanno modificate, rese decenti e, senza scalfire il messaggio, hanno riproposto il prodotto. I ragazzi hanno capito.


L'Uffico Consigliera di Parità di Lecco si trova in Corso Matteotti ed offre, a titolo completamente gratuito, consulenze su tutto ciò che riguarda le discriminazioni sul lavoro e le violazioni delle normative di pari opportunità.
Per maggiori informazioni: 0341.295551/53; erminia.moneta@provincia.lecco.it.


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