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Inquinamento da idrocarburi: il rapporto di Legambiente
06/06/07
'Clean Up the Med' è la campagna internazionale di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile dedicata alla salvaguardia del Mar Mediterraneo, tenutasi dal 25 al 27 maggio scorso. Nel corso dell'evento, Legambiente ha stato reso pubblico il dossier sull'inquinamento da idorcarburi, secondo il quale 'ogni giorno le acque del Mediterraneo sono solcate da 2.000 traghetti, 1.500 cargo e 2.000 imbarcazioni commerciali, di cui 300 navi cisterna (il 20% del traffico petrolifero marittimo mondiale) che trasportano ogni anno oltre 340 milioni di tonnellate di greggio, ben 8 milioni di barili al giorno. In media nel Mediterraneo si contano circa 60 incidenti marittimi all'anno e in circa 15 di questi sono coinvolte navi che provocano versamenti di petrolio e di sostanze chimiche. Secondo l'UNEP MAP ogni anno nel mar Mediterraneo finiscono da 100 a 150.000 tonnellate di idrocarburi'.
Dal 1985 si sono verificati ben 27 incidenti, con versamenti di oltre 270mila tonnellate di idrocarburi: con 162mila tonnellate di greggio versato l'Italia detiene il 'primato' di inquinamento, seguita da Turchia (50mila tonnellate) e Libano (29mila tonnellate).
Le zone più a rischio d'incidente, a causa dell'intenso traffico marittimo, sono gli stretti di Gibilterra e di Messina, il canale di Sicilia e gli avvicinamenti allo stretto di Çanakkale, nonché vari porti, tra cui Genova, Livorno, Civitavecchia, Venezia, Trieste, Pireo, Limassol/Larnaka, Beirut ed Alessandria.
Eppure, secondo Legambiente e Protezione civile, basterebbero alcuni accorgimenti per evitare gravi disastri ecologici: evitare che vengano scaricate le acque di sentina e di lavaggio delle cisterne, anche con l'adozione di misure che rendano più conveniente lo scarico presso i depositi costieri; divieto di navigazione di imbarcazioni che trasportano sostanze pericolose ed inquinanti in condizioni metereologiche marine avverse; costruzioni di cisterne con ottima tenuta; presenza di equipaggio preparato tecnicamente ad affrontare le situazioni più a rischio.
www.legambiente.com


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