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Italia in crescita con le esportazioni di armi
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13/06/07 Secondo l'annuario 2007 dello Stockholm International Peace Research Institute (SPIRI) recentemente pubblicato e reso noto in anteprima da Unimondo
unimondo.oneworld.net,
le spese militari globali sono aumentate del 37% negli ultimi 10 anni, con gli Stati Uniti al primo posto (568,7 miliardi di dollari) seguiti da Gran Bretagna (59,2 mld di dollari), Francia (53,1 mld di dollari), Cina (49,5 mld di dollari), Giappone (43,7 mld di dolari) e Germania (37 mld di dollari). L'Italia, con una spesa pari a 29,9 miliardi di dollari, si colloca all'ottavo posto, con una spesa pro-capite che nel 2006 ha raggiunto i 514 dollari.
Se Stati Uniti, Cina e Russia hanno incrementato le loro spese militari, i Paesi dell'Unione Europea si sono invece guadagnate il primato nel commercio internazionale di armamenti, per un valore record, sempre nel 2006, di 10,5 miliardi di dollari. All'interno dell'Ue l'Italia si colloca al 7° posto, ma con 860 milioni di dolari segna un record ventennale, in quanto dal 1985 il nostro Paese non superava gli ottocentomilioni di dollari nella voce 'Esportazione di armamenti'. Secondo Rete italiana per il Disarmo, il fatto più preoccupante è che la metà delle esportazioni militari europee sono dirette verso nazioni fuori dall'area Nato-Ue, in Paesi con forti debiti esteri e nei quali vengono violati i diritti umani.
Dal 2005 la sezione italiana di Amnesty International e Rete Italiana conro il Disarmo hanno lanciato la campagna internazionale Control Arms, per chiedere ai governi del mondo l’adozione di un Trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT), destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani. Per aderire:
www.controlarms.it
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