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Box dei canili troppo piccoli: la Lav contesta la Giunta regionale lombarda
24/07/07
Critici gli attivisti della Lega antivivisezione nei confronti del Regolamento di attuazione della legge regionale 16/06 'Lotta al randagismo e tutela degli animali d'affezione' approvato dalla Giunta regionale lombarda la scorsa settimana.
'Innanzitutto nel testo manca la volontà di creare una convenzione tra il comune appaltatore e il privato gestore del canile, che permetta ai volontari delle associazioni di operare correttamente per la tutela del benessere degli animali e per incentivare le adozioni', ha dichiarato Simone Pavesi, coordinatore Lav Lombardia.
Ma la parte più discussa del Regolamento è senza dubbio quella relativa all'ampiezza dei box: 1 metro quadrato per i cani di piccola taglia, il doppio per quelli più grandi. Dimensioni inaccettabili, considerando che la maggior parte degli animali rimangono ospiti del canile per tutta la vita. Tali dimensioni, infatti, sono quelle stabilite da un accordo Stato-Regione del 2003 ed in riferimento ai negozi di animali.
Inoltre, sempre secondo Pavesi 'Introducendo tali misure come parametri minimi, per assurdo, un privato senza scrupoli sarebbe legittimato a ridurre le dimensioni dei box attuali per ospitare più animali e quindi aumentare le entrate di denaro, soprattutto in considerazione del fatto che quando entrerà in vigore, dopo l’approvazione finale del Consiglio Regionale, il Regolamento sbloccherà le imponenti risorse economiche messe a disposizione per l’implementazione della legge 16'.
Secondo Paolo Antoniolli, veterinario della direzione generale Sanità della Regione 'L'idea non è quella di rinchiudere i cani in celle. Il regolamento fissa solo una soglia minima, se poi le gabbie sono più grandi, tanto meglio. Fra l´altro, gli animali nei box passerebbero solo una parte del loro tempo, perché sono previste ampie aree di sgambatura dove i cani possano muoversi durante la giornata. In più, istituendo l´anagrafe canina regionale, contiamo di ridurre in modo considerevole il numero dei randagi'.
La Lav si dichiara comunque pronta a fare ricorso al Tar nel caso il provvedimento dovesse passare senza alcuna modifica.
milano.repubblica.it


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