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'NO OGM': prende il via la consultazione nazionale per la tutela della genuità dell'agroalimentare italiano
11/09/07
Anche il Gruppo Naturalistico della Brianza, l'associazione di Canzo (Co) che si occupa della protezione della natura in Lombardia, aderisce all'iniziativa nazionale 'NO OGM', la consultazione popolare che partirà sabato 15 settembre prossimo e per due mesi raccoglierà firme contro l'utilizzo di organismi geneticamente modificati (ogm) in agricoltura.
'Vuoi che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile ed innovativo, fondato sulla biodiversità libero da ogm?' è la domanda alla quale tutti saremo invitati a rispondere attraverso una scheda che verrà distribuita nel corso di manifestazioni e feste nazionali. La campagna si propone di raccogliere tremilioni di voti e per raggiungere lo scopo si sono mobilitate ben 28 organizzazioni - scientifiche, ambientaliste, di categoria, culturali, della cooperazione internazionale - e quasi 2.360 comuni, tutti riuniti nella Coalizione ItaliaEuropa-Liberi da ogm.
'Siamo partiti forse in solitudine e oggi ci rendiamo conto che siamo moltissimi con oltre 2.300 comuni che, su nostra iniziativa, hanno adottato delibere per tenere lontani gli organismi geneticamente modificati (ogm) dal proprio territorio', ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, al Meeting Nazionale della Coalizione ItaliaEuropa Liberi da ogm che si è svolto ieri, 10 settembre 2007.
L'iniziativa servirà a sfatare luoghi comuni inesatti: è falso, infatti, credere che con gli ogm ci sarà un minor impiego di pesticidi. Per crescere, gli organismi geneticament modificati necessitano infatti di agrofarmaci specifici che creano nelle colture maggiori resistenze nei confronti dei parassiti con conseguente impiego di pesticidi più potenti. Altra credenza è che gli ogm permettano di sfamare i paesi più poveri: secondo la FAO, al mondo c'è cibo per tutti e il problema vero è la mancanza di riforme agrarie che permettano ai tutti di aver accesso alla terra e alla rete di distribuzione del cibo.
Per il settore agroalimentare italiano - il cui fatturato rappresenta il 15% del Prodotto interno lordo - l'utilizzo di organismi geneticamente modificati causerebbe un danno gravissimo, soprattutto perchè i prodotti 'made in Italy' sono conosciuti in tutto il mondo per la genuità.
'Qui non si tratta di fare battaglie ideologiche – afferma la Coalizione – ma di applicare il principio di tutela e sicurezza dei consumatori e di promuovere lo sviluppo sostenibile del settore agroalimentare, che è incentrato sulle peculiarità originali delle produzioni contraddistinte dai tratti della tipicità, della tracciabilità, della genuinità e del legame inscindibile territorio-storia-cultura, e che risulta pertanto incompatibile con la presenza di ogm. Tutto ciò significa soprattutto garantire ai cittadini, alle famiglie, ai nostri figli, un’alimentazione sana e sicura. Gli ogm non sono convenienti dal punto di vista economico, non piacciono ai consumatori e non c’è ancora la matematica certezza che non siano pericolosi per la salute. Per questo è necessario che la gente possa pronunciarsi per mandare un segnale forte alla poltica nazionale e anche ai vertici Ue a Bruxelles'.
Per maggiori informazioni: www.liberidaogm.org


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