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Acqua naturale o acqua minerale: l'importanza di sapere cosa si consuma
17/09/07
Sono 190 i litri i acqua minerale che gli italiani bevono a testa ogni anno, quantità che fa il nostro Paese uno dei maggiori consumatori di acque in bottiglia del pianeta. A dichiararlo è Luca Martinelli del mensile Altraeconomia in occasione del seminario 'Imbrocchiamola' - Campagna per l'acqua del rubinetto, realizzato nel corso della quarta edizione della fiera dell'economia solidale e del consumo consapevole 'L'isola che c'è', tenutasi a Villa Guardia (Co) dal 15 al 16 settembre scorso.
Ma il dato più inquietante resta il volume di denaro mosso dal commercio di acque in bottiglia: Martinelli parla di 380 milioni di euro l'anno e, ascoltando la sua relazione, si scopre che l'ingente somma versata da noi acquirenti serve in pratica a finanziare tutte le operazioni di marketing utili ad illustrare i vari poteri taumaturgici dell'acqua minerale. Perchè la questione vera è che le aziende che si occupano di imbottigliare l'acqua alla sorgente, in ben 14 delle 20 regioni italiane pagano esclusivamente l'affitto del terreno su cui sono ubicati gli impianti, senza versare canone alcuno per il prelievo. Pochi quindi i costi industriali (per imbottigliare l'acqua 'Panna' la Nestlè paga solo 20mila euro all'anno alla regione Toscana, poco più di 1.500 euro al mese), ben più alti quelli per la pubblicità, ampliamente ripagati da noi consumatori incalliti di acqua in bottiglia. Tanto vale allora bere quella del rubinetto: è potabile, sicura, meno costosa e soprattutto appartiene a tutti noi.
'Non è una campagna contro le acque in bottiglia - afferma Martinelli - anche se, sicuramente, quella che sgorga nelle nostre case è migliore. La nostra battaglia è contro l'impiego esagerato di messaggi pubblicitari che spingono al consumo delle acque minerali e danno vita ad una concorrenza dannosa nei confronti dell'acqua naturale, bene comune, essenziale e primario che invece deve essere tutelato e sostenuto'.
Ricordiamo il caso del latte in polvere: in quasi tutto il mondo è ormai vietata la pubblicità di tale prodotto perchè fa concorrenza ad un bene primario quale il latte materno.
Ma cosa si prefigge Altroconsumo con questa campagna? Innanzitutto un maggior controllo dell'Antritust sui messaggi pubblicitari spesso ingannevoli (acque che fanno ringiovanire, dimagrire, attenuare le rughe, ecc.); più trasparenza da parte delle aziende che si occupano della gestione del servizio idrico nel pubblicare le analisi dell'acquedotto, pratica che servirebbe senza dubbio a creare maggiore fiducia nel consumatore; la possibilità, in accordo con i ministeri della Salute e dell'Ambiente, di trasmettere attraverso le reti di informazioni nazionale una serie di pubblicità progresso a favore del consumo dell'acqua naturale'.
'E poi abituiamoci a chiedere acqua naturale anche in bar, ristoranti, pizzerie', continua Martinelli. 'Se l'acqua non fosse potabile gli esercenti non avrebbero neppure la possibilità di tenere aperto il locale, perchè l'acqua naturale richiesta è la stessa utilizzata per impastare la pizza, lavare le verdure, ecc. Sul sito www.altreconomia.it/acqua/imbroccala.php segnalateci quali sono i punti ristoro che servono o meno l'acqua del rubinetto e ricordate che non esiste alcun obbligo di legge che impone il consumo di acqua in bottiglia nei luoghi pubblici'.
(Nella foto, Luca Martinelli ed Emilio Novati, presidente di Altreconomia)


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