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Rapporto annuale Inail: meno infortuni ma si muore di più. Atipici ed extracomunitari sono le categorie più vulnerabili
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20/09/07 Diminuiscono gli infortuni sul lavoro, ma aumenta la mortalità. Si può riassumere così il messaggio contenuto nel rapporto dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) presentato martedì 18 settembre scorso a Roma, durante un seminario sul lavoro degli immigrati organizzato dalle Acli.
I dati, riferiti all'anno 2006, mostrano come le denunce di infortunio siano state 927.998, ben 12mila in meno rispetto al 2005 e questo nonostante l'aumento del numero degli occupati (+1,9%) nello stesso periodo. La maggior parte incidenti sul lavoro riguarda il Nord Italia (60%), con Lombardia, Emilia Romagna e Veneto in testa; l'Umbria si aggiudica il primato come regione con la frequenza più elevata di infortuni, mentre il Lazio vince in sicurezza.
Le categorie più infortunate sono quelle rappresentate dai lavoratori atipici (parasubordinati e interinali) e da quella dei lavoratori extracomunitari, con un +19% per entrambe le categorie. Da segnalare, come nota positiva per quest'anno, l'aumento dei lavoratori stranieri in regola: dal 1° gennaio al 18 settembre 2007 sono state 639.000 le assunzioni a tempo indeterminato e 219.000 quelle a tempo determinato.
Sempre nel 2006, invece, c'è stato un aumento delle morti bianche pari al 2,2%, con un totale di 1.302 decessi: dal 2002 non si registrava un aumento delle mortalità sul lavoro rispetto all'anno precedente. Il settore con la frequenza più elevata è stato quello che si occupa dell'estrazione dei metalli, seguito da quello dei trasporti e delle costruzioni.
www.inail.it
scarica l'allegato (rapportoannuale2006.doc)
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