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Amnesty International: un appello per la Birmania
17/10/07
'Rilascio immediato e incondizionato dei manifestanti': è la richiesta avanzata dalla sezione italiana di Amnesty International che, con il supporto di ben 58mila firme è stata inoltrata all'ambasciata di Myanmar in Italia e al ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
Nonostante la giunta militare birmana continui a negare, un numero imprecisato di persone, civili e monaci, sono state prelevate e incarcerate e anche il portavoce delle Nazioni Unite per la Birmania, Ibrahim Gambari, ha invitato i militari al potere a cessare gli arresti degli oppositori politici
Il regime però ha prontamente fatto sapere che non cambierà il proprio modo di agire 'Nel Paese non vi sono prigionieri politici, noi andremo avanti e scarteremo tutti gli ostacoli che si frapporranno davanti a noi', annuncia il quotidiano ufficiale New Light of Myanmar, controllato dal regime.
Sul sito www.amnesty.it è possibile firmare un nuovo appello per la scarcerazione di U Mynt Aye, vicesegretario della Lega nazionale per la democrazia (il partito del premio Nobel per la pace Aung Sau Suu Kyi) e di altri quattro promotori ed appartenenti al movimento degli studenti della 'Generazione 88'. In quell'anno furono infatti 3.000 le persone uccise durante la manifestazione contro i 26 anni di governo militare.
(foto tratta dal sito di Amnesty International - Sit in a Milano il 29/09/07)


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