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Giornata nazionale di infanzia e adolescenza: minori italiani 'tecnologici' ed aggresivi
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19/11/07 Domani, 20 novembre 2007, si celebra la Giornata nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che coincide con l'anniversario dell'approvazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia da parte dell'Assemblea generale dell'Onu.
Ratificata il 20 novembre 1989 a New York, la Convenzione è entrata in vigore il 2 settembre 1990, mentre in Italia è stata riconosciuta il 27 maggio 1991. Alla Convenzione, alla quale attualmente hanno aderito 192 Paesi, sono stati poi affiancati due Protocolli opzionali, approvati dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2000 e ratificati dal nostro Paese nel 2002. Si tratta, in particolar modo, del 'Protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei confliitti armati' e del 'Protocollo opzionale concenrnente la vendita, la prostituzione e la pornografia rappresentante i bambini.'(Fonte
www.unicef.it.)
Intanto, l'ottavo Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza elaborato da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, mette in evidenza un aspetto inquietante della nuova generazione del Bel Paese: bambini ed adolescenti senza regole e senza un'idea del futuro, aggressivi al punto da dominare senza problemi genitori fragili e malati di 'pedofobia'. Minori con la playstation in una mano e il cellulare nell'altra, adolescenti che amano alcol e il sesso 'mordi e fuggi', giovani alla ricerca di modelli e risposte che arrivano sempre meno dai genitori e sempre più dalla Rete.
La chiamano 'now generation', la generazione del tutto e subito, 'Che enfatizza l'immediatezza ed il presente, poichè il futuro è pervaso da un senso di nebulosità e di incertezza', spiega il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara. E aggiunge: 'Oggi e domani infatti non hanno più la distanza di un giorno, ma sono 24 ore di tempo nelle quali i mutamenti possono avvenire in maniera del tutto radicale quanto repentina.'
All'interno di questo quadro traspare ancora, fortunatamente, un certo impegno politico e sociale. Molti ragazzi, si legge nel rapporto, scelgono forme di aggregazione in organizzazioni di volontariato o in movimenti indipendenti e le tematiche più affrontate riguardano l'ambiente e la precarietà del lavoro.
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