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Pizza senza confini
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08/06/06 Chi l'ha detto che non si possa gustare una bella pizza anche dietro le sbarre? Nella casa circondariale di Bollate da qualche tempo i detenuti possono ordinarla direttamente ai cuochi-carcerati e farsela portare nella propria cella. Uniche condizioni: la richiesta va fatta con un giorno di anticipo e sul conto corrente del richiedente ci devono essere i soldi per saldare il conto, che non è mai superiore ai 4 euro.
Il servizio viene offerto grazie alla cooperativa Abc: nata dal progetto Virgilio stipulato tra la casa circondariale di Bollate, la Provincia e la Regione Lombardia, la struttura si occupa di catering esterno, oltre che del vitto dei detenuti e del personale carcerario. I soci della cooperativa , cuochi, camerieri, organizzatori, sono tutti detenuti e, per autofinanziarsi, hanno investito i loro primi stipendi per comprare le attrezzature da cucina. In seguito venne lanciata l'idea di una pizzeria interna, realizzata poi con tanto di forno e cartoni per l'asporto.
Questa è una delle tante inziative che la grintosa direttrice Lucia Castellano ha avviato all'interno del carcere, una delle poche se non uniche realtà italiane nella quale i detenuti scontano la pena seguendo un programma riabilitativo.
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