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Comportamenti o malattie?
21/12/07
Pubblichiamo il seguente comunicato inviatoci dal Comitato dei Cittadini per i diritti Umani.


Negli ultimi anni nuove diagnosi hanno esteso il raggio d'azione psichiatrico a comportamenti un tempo considerati assolutamente normali. Ora anche il gioco d'azzardo è diventato una malattia mentale, mentre l'università di Pisa riteneva che lo fosse persino la passione amorosa.
Comportamenti, invece, che sono sempre stati considerati negativi vengono oggi ridefiniti come salutari: lo psichiatra Cassano, in un'intervista apparsa su 'la Repubblica' del 7 dicembre scorso, vorrebbe far credere che la tristezza è salutare. Ma la malattia è un fatto oggettivo, non qualcosa che viene deciso da qualche 'luminare' o da un'assemblea di 'esperti'. Sarebbe come decidere se il diabete è una malattia votando per alzata di mano. Ci vogliono prove concrete, esami, dati oggettivi che la psichiatria non ha mai portato a sostegno delle proprie tesi.
La casistica dei disturbi psichiatrici è tanto ampia che chiunque potrebbe rientrarvi, proprio per questo il giudizio psichiatrico sembra così infondato.
Giorgio Antonucci nel suo libro 'Critica al Giudizio psichiatrico' afferma: 'Gli psichiatri non possono né definire la malattia mentale né dimostrarne l'esistenza; per loro e per i loro seguaci, l'esistenza della malattia mentale è ovvia, al di là di ogni necessità di dimostrazione'. Il vero problema è che queste 'diagnosi' trovano risposta in metodi di trattamento estremamente distruttivi. Un tempo esistevano i manicomi in cui i pazienti venivano legati al letto con camicie di forza, ma queste strutture non sono mai scomparse del tutto, basta entrare nei reparti psichiatrici di qualsiasi ospedale. Il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) è ancora oggi una pratica molto diffusa, in pratica è un ricovero coatto, dove la persona non riceve nemmeno notifica del provvedimento intrapreso nei propri confronti. I criteri usati per intervenire sono spesso soggettivi, è sufficiente ritenere pericolosa la persona per giustificarne il TSO e trattamenti farmacologici.
Esistono altri metodi, ben più umani, per occuparsi delle persone con problemi mentali. Ce ne parla sempre Antonucci in un'intervista pubblicata su 'Sabatosera Online' del 6 dicembre 2007: 'Entravo nelle stanze dei manicomi e chiedevo di togliere le camicie di forza ai pazienti. Solo così potevo pensare di liberare le persone, dormendo nei loro reparti e parlando con loro'.
Ma lo psichiatra Cassano probabilmente non ha mai visto i pazienti di Antonucci, perché 'La depressione' sostiene Cassano 'è un dolore morale fortissimo, che solo la terapia farmacologica può curare'.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.
Per maggiori informazioni: www.ccdu.org


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