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I lavoratori del S.Raffaele chiedono più sicurezza e rispetto dei diritti
16/01/08
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato inviatoci dai rappresentanti del Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale (SdL) in merito al presidio che i lavoratri dell'ospedale S.Raffaele di Milano hanno realizzato questa mattina all'ingresso del nosocomio.


Un gruppo di delegati e delegate sindacali già alle ore 7.00 di questa mattina presidiava il parcheggio dell'ospedale S.Raffaele di Milano, rimuovendo le transenne che impedivano l’accesso dei dipendenti all’area asfaltata del parcheggio. Per niente intimoriti dalla pioggia e dal vento, alle 9.00 oltre un centinaio di lavoratori, lavoratrici ed esponenti della Rappresentaza Sindacale Unitaria (RSU) hanno continuato a manifestare, oltre che per il parcheggio, anche per salario e diritti.
I lavoratori e le lavoratrici del'Ospedale San Raffaele hanno perso la pazienza: non solo i tempi di realizzazione del mega-parcheggio sotterraneo (3.000 posti) si stanno allungando all’inverosimile, ma i lavoratori che entrano prima delle 9.00 non hanno diritto a parcheggiare nell’area già asfaltata e nei giorni di pioggia sono costretti a guadare profonde pozzanghere che hanno già causato infortuni alle persone e danni alle auto.
Lo stesso disagio viene vissuto ogni giorno dai pazienti ed è anche per loro che i dipendenti dell’ospedale chiedono che vengano intraprese soluzioni diverse, utilizzando tutte le competenze in materia di mobility management aziendali ed istituzionali.
Oltre ai disagi menzionati si è aggiungono poi l'aumento del costo della navetta che collega la fermata della metropolitana Cascina Gobba all’ospedale e l'allontanamento della fermata degli autobus che provengono sia da Milano che da Segrate.
Tutte queste difficoltà accompagnano poi il malessere per un contratto nazionale fermo al 2005 e per la negazione dell’indennità di vacanza contrattuale e delle risorse aggiuntive regionali da parte dell’Amministrazione. In compenso, con l’organizzazione dipartimentale, aumentano i carichi di lavoro e i ritmi di lavoro sostenuti costringono a trascurare la propria salute e le norme per la sicurezza.
Inoltre, i molti cantieri di ristrutturazione e di ampliamento interferiscono pesantemente con l’attività clinica. In particolare, è stato chiesto ai lavoratori di trasferirsi nei nuovi laboratori di Anatomia patologica ancora in costruzione, in pratica un cantiere aperto senza estintori e con le vie di fuga non segnalate e ostruite.
Per tutti i disagi e le irregolarità qui elencate, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza hanno giàpresentato un esposto e nei prossimi giorni interverrà l’Organo di Vigilanza.


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