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Perchè i nostri figli devono sopportare tutto questo?
08/02/08
Martignana di Po, un piccolo comune di circa millecinquecento abitanti della provincia di Cremona, non vuole la centrale ad oli vegetali. La protesta viene portata avanti dal Comitato contro la centrale, che ha già raccolto oltre 600 firme di cittadini che non sono d'accordo ad avere nelle vicinaze un impianto che, pur producendo energia utilizzando fonti naturali, avrà un impatto negativo sull'ambiente. Ecco, di seguito, le motivazioni principali esposte dal Comitato.
Aspetto tecnologico - Questa centrale brucia oli di origine vegetale per produrre esclusivamente energia elettrica ma non essendo prevista la realizzazione del teleriscaldamento, la resa energetica è inferiore al 50%; ciò implica che più della metà dell'energia prodotta è inutilizzata e dispersa nell’aria.
Aspetto agronomico - Questa centrale, producendo circa 19.2MW/h, necessita di circa 30.000 tonnellate di oli combustibili annui, per la cui produzione sono richiesti 25.000 ettari di terra coltivata. Non risulta dunque realistico pensare di sostenere in loco la produzione del combustibile per la centrale.
Aspetto idrico - Il calore prodotto dall’ impianto va smaltito tramite raffreddamento forzato di acqua che richiede un elevato consumo di energia. Tale assorbimento di risorse idriche in anni in cui è riconosciuta da tutti la carenza di acque nel sottosuolo è chiaramente in contrasto con lo sviluppo moderno della produzione di energia.
Aspetto etico-morale - La maggior parte delle materie prime - principalmente mais - verrebbero acquistate nei Paesi in via di sviluppo, dove gli agricoltori locali sarebbero costretti a privarsi di ettari di terreno per le proprie colture.
Aspetto economico - La realizzazione della centrale sarà possibile grazie a dei premi derivati dai cosiddetti CERTIFICATI VERDI, contributi erogati per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Terminata l’erogazione dei certificati, la centrale sarà però antieconomica e bisognerà pensare ad una ipotetica conversione o dismissione.
Aspetto immobiliare - I terreni nelle vicinanze della centraleandranno inconto a svalutazione: dopo anni in cui l’amministrazione comunale ha favorito nuovi insediamenti residenziali e la costruzione dell’asilo nido, non è accettabile che la medesima amministrazione faccia sorgere nelle immediate vicinanze tale impianto.
Aspetto ambientale - Secondo i dati dell’ ARPA, la nostra provincia risulta essere estremamente colpita dall’inquinamento atmosferico, tanto che già a febbraio aveva esaurito i giorni bonus consentiti per il superamento della soglia massima di PM10.
A peggiorare tale situazione saranno le emissione provenienti dalla centrale e dai camion che transiteranno per il rifornimento di olio, alle quali si aggiungerà l'inquinamento acustico e l’odore di olio fritto (che i cittadini di Monopoli, luogo dove è stata costruita una centrale simile) definiscono acre e pungente.
Perché dobbiamo avere come sottofondo il battito del motore che oggi non c’è e che romperà il dolce silenzio delle nostre campagne?
Perché i nostri figli dovranno sopportare tutto questo?


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