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L'indulto mette in affanno il volontariato
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11/09/06 In Italia sono state 23.775 le persone che hanno potuto beneficiare dell'indulto secondo la legge 241/06entrata in vigore il primo agosto di quest'anno. Secondo le organizzazioni del Terzo Settore il provvedimento era necessario ma l'approvazione così rapida ha provocato grandi disagi organizzativi per l'accoglienza e il reinserimento degli ex-scarcerati.Claudio Messina, presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia, afferma: 'Non si può convocare un tavolo dopo che l'indulto è stato fatto e parecchie migliaia di persone sono già uscite dal carcere, spesso senza neanche avere un posto dove andare'.
Tra le varie emergenze che le associazioni di volontariato hanno dovuto affrontare, quella degli ex-carcerati tossicodipendenti è senza dubbio una delle più importanti, non essendoci stato il tempo per istituire degli sportellli di orientamento per informare le persone circa i servizi territoriali a cui rivolgersi. Inoltre i servizi sanitari del carcere non sono integrati con il resto del sistema sanitario nazionale e gli ex-detenuti che seguivano programmi di recupero rischiano di trovarsi di fronte le liste di attesa nei Sert.
Lo stesso problema si riscontra anche per le persone che in carcere ricevevano le terapie per l'Hiv: non essendoci più alcun vincolo, molti hanno abbandonato il trattamento.
Come ha affermato Riccardo De Facci, responsabile tossicodipendenze del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza: 'La libertà può essere un rischio per chi non è abituato'.
Tratto da 'Il Sole 24 Ore' dello 04/09/06
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