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Sugli stupri i politici non intervengano solo in campagna elettorale
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22/04/08 'Se i politici vogliono fare davvero qualcosa per le donne non ne parlino solo in campagna elettorale ma facciano come noi, agiscano sempre e ovunque'. La dichiarazione viene da Cecilia D'Elia, assessore alle Pari opportunità del comune di Roma (articolo del 21/04/08 pubblicato su
www.unita.it
da anni impegnata nella creazione di una rete cittadina per la prevenzione e l'aiuto delle donne che hanno subito violenza, modello già adottato in altre città d'Italia.
E' infatti la strumentalizzazione politica dello stupro a creare maggiore indignazione nelle donne, soprattutto in coloro che lavorano e si battono per creare centri antiviolenza e programmi di aiuti per non lasciare sole le donne vittime di stupri e maltrattamenti.
Già si è aperta la caccia all'immigrato, al clandestino, nonostante i dati del Centro antiviolenza del Comune di via di Torre Spaccata affermino e confermino i dati nazionali, ovvero che l'80 per cento delle violenze le donne le subiscono nella propria casa, per mano del marito o del convivente, nel 5% si tratta invece di violenza psicologica e per il 2% di stupro vero e proprio.
Al di fuori delle mura domestiche, le violenze sessuali sulle donne sono imputabili per il 79% ad italiani e il 21% a stranieri.
Ma il dato più inquientante resta ancora quel 90% di stupri e violenze non denunciato (indagine Istat 2007): per tutelare le donne che vogliono ribellarsi alla violenza serve qualcosa di più che una triste propaganda politica.
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