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Giornata Mondiale della Sicurezza sul Lavoro: l'Unione europea bacchetta l'Italia
29/04/08
Sono 2,2 milioni le persone che ogni anno nel mondo muoiono a causa di incidenti o malattie contratte sul luogo di lavoro, 270 milioni le vittime di incidenti non mortali e 160 milioni coinvolte in malattie professionali.
Con lo slogan 'La mia vita, il mio lavoro, il mio lavoro sicuro: gestire i rischi nell'ambiente di lavoro' ieri si è celebrata la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO/BIT) e dedicata al controllo dei rischi per la prevenzione degli incidenti e delle malattie professionali.
Secondo i dati dell'INCA Cgil Nazionale e dell'INCA Belgio, riferiti all'anno 2005, l'Italia è il Paese dell'Unione europea a 15 (ossia considerando i primi 15 Stati membri) con il maggior numero di morti sul lavoro (900), un quarto del totale degli incidenti lavorativi dell'UE15. Inoltre, nonostante la diminuzione delle morti (dal 1995 al 2005 c'è stato un decremento del 27,5%), l'Italia resta il Paese UE15 con la diminuzione degli incidenti sul lavoro più inferiore a livello europeo.
Aumentano intanto le adesioni alla campagna 'Mille iniziative per la sicurezza sul lavoro' promossa dall'associazione Articolo 21 www.articolo21.info con la quale associazioni, enti, media e scuole nazionali si stanno mobilitando per promuovere iniziative sul tema delle morti bianche. In particolare, citiamo l'adesione l'Associazione della stampa sarda, convinta che 'l’informazione possa e debba svolgere un ruolo importante, non limitandosi a fornire le notizie sugli incidenti ma approfondendo le cause che li hanno determinati. Il problema della sicurezza è legato a quello del rispetto per il lavoro e i lavoratori. Il precariato diffuso e l’assenza di garanzie contribuiscono a rendere meno sicuri i luoghi di lavoro. Ai giornalisti, in lotta quotidiana contro pressioni e condizionamenti, spetta il compito di un’informazione puntuale e completa. L’impegno per una società più giusta fa parte del bagaglio culturale e professionale dei giornalisti sardi e del loro sindacato.'


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