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Approvata la Carta di Roma, il codice deontologico per giornalisti per tutelare immigrati, rifugiati e vittime della tratta
30/04/08
Il 24 aprile scorso è stata approvata la Carta di Roma, un protocollo deontologico che fornisce le raccomandazioni per tutelare i rifugiati, i richienti asilo, levittime della tratta e i migranti.
Il documento è stato firmato dai rappresentanti del Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti (Cnog), della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) e dell'Alto commissariato delle nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).
E' da Laura Boldrini, dell'Unhcr, che nasce la proposta di stilare un protocollo, dopo che la maggior parte dei media locali avevano additato Azouz Marzouk colpevole dei delitti avvenuti ad Erba nel 2006. Il tunisino, padre e marito di due delle vittime, era risultato essere innocente, mentre autori della mattanza furono i vicini italiani.
La Carta di Roma chiede quindi ai giornalisti di "evitare l’uso di termini impropri" e "la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti", e di tutelare coloro che "scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali". Infine di ''interpellare, quando sia possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire al pubblico l'informazione in un contesto chiaro e completo''. Inoltre, per sviluppare maggiori competenze nei giornalisti in merito alle tematiche che ruotano intorno all'immigrazione, Fsni e Cnog inseriranno "le problematiche relative a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti tra gli argomenti trattati nelle attività di formazione dei giornalisti, dalle scuole di giornalismo ai seminari per i praticanti" e promuoveranno "periodicamente seminari di studio sulla rappresentazione di richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta e migranti nell’informazione, sia stampata che radiofonica e televisiva". www.programmaintegra.it
Secondo il 1° Rapporto sugli immigrati in Italia, curato da Mazio Barbagli e presentato ieri dal Ministero dell'Interno, nell'ultimo anno è raddoppiato il numero di italiani che guardano con diffidenza agli immigrati (dal 5,9% al 11,3%). www.interno.it.
Sicuramente anche i mezzi di comunicazioni sono responsabili di questa diffusa insofferenza verso lo straniero, sbattuto in prima pagina o utilizzato per aperture di telegiornali solo nei casi di notizie sensazionali, come delitti o sbarchi sulle nostre coste.
Poco è stato detto, ad esempio, sul rapporto reso noto a febbraio da Unioncamere www.infocamere.it, secondo il quale, nel 2007, le imprese gestite da immigrati extracomunitari residenti sono aumentate dell'8%, per un totale di 225.408 imprese. Le imprese individuali aperte nel 2007 da persone extracomunitarie sono state infatti ben 37.531, mentre è diminuito di quasi 30mila unità il numero delle micro-aziende condotte da italiani. Le aziende gestite da stranieri rappresentano l'8,8% del prodotto interno lordo italiano


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