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Una giornata per ricordare i giornalisti vittime di terrorismi e mafie
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02/05/08 'Mafia, camorra e terrorismo rosso e nero, in Italia. Eserciti in lotta, guerriglieri, banditi, all’estero. Persone, luoghi, motivi diversi. Accomunati da un solo nemico: nel loro mirino ci sono i cronisti. Perché hanno il compito di raccontare alla gente quello che accade. La realtà vera, non quella di comodo che questo quel potente o prepotente di turno vorrebbe accreditare come tale. E per essere fedeli al loro compito i giornalisti pagano un prezzo altissimo. Fino ad essere uccisi e feriti gravemente. Dal dopoguerra ad oggi troppo lunga è la lista dei giornalisti italiani colpiti. Una Giornata – quella del 3 maggio - nata per ricordare ma anche per impegnarsi affinché ciò che è stato non sia più e i cronisti possano informare liberamente e senza rischiare la vita'.
Con una cerimonia nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, domani si celebrerà la Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, promossa dall'Unione nazionale cronisti italiani (Unci) in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa. All'evento parteciperanno il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i presidenti uscenti di Camera e Senato, il presidente dell’ordine dei giornalisti Lorenzo del Boca, il presidente della Federazione nazionale della Stampa, Roberto Natale e il segretario Franco Stiddi, il presidente Unione cronisti italiani, Guido Colomba e Leone Zingales dell’ Unci Sicilia.
'La Giornata - si legge su
www.unionecronisti.it
- vuole essere un doveroso omaggio ai colleghi che alla libertà dell'informazione hanno sacrificato la vita, o sono stati gravemente feriti, nonchè ai molti, troppi, che nella loro attività quotidiana subiscono minacce, intimidazioni, violenze e con la rivendicazione del pieno e libero esercizio della professione. Dalla giornata gli interventi dell'Unci nei confronti di tutti coloro, magistrati, forze dell'ordine, amministratori, che ostacolano l'informazione negando le notizie o distorcendole ai loro fini, saranno rafforzati, come anche le azioni - esemplare quella contro la ex legge sulle intercettazioni dell'ex ministro Clemente Mastella - per impedire che leggi, norme e circolari mettano ulteriori ostacoli al diritto-dovere di cronaca già così difficile da realizzare.'
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