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Riscriviamo il futuro nei Paesi in guerra
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14/09/06 Nel Rapporto Internazionale 'educare i bambini in paesi in conflitto', Save the Children, l'organizzazione internazionale per la promozione e la difesa dei diritti dei bambini, rende noto che 115 milioni di bambini nel mondo non vanno a scuola e 43 milioni di questi vivono in Paesi toccati o reduci da conflitti. I più coinvolti sono il Pakistan, la Repubblica Democratica del Congo e il Sudan.
In caso di guerre, infatti, il sistema scolastico è una delle prime strutture a subirne le conseguenze: le scuole vengono smantellate e utilizzate come quartieri generali militari o per l'accoglienza degli sfollati. Non solo, il problema più grave è che la maggior parte degli studenti, anche piccoli, viene assoldata per i combattimenti. Solo in Nepal, nel 2005 sono stati rapiti più di 10mila studenti dalle scuole rurali e costretti ad entrare nell'esercito.
C'è poi il problema della mancanza di insegnanti e dei corsi di specializzazione, per cui quelli rimasti sono spesso poco qualificati.
Sempre secondo il Rapporto, ai bambini che vivono in un Paese in guerra viene devoluta la quota minore di aiuti internazionali destinati all'educazione e cioè meno di un terzo degli 8,5 miliardi di dollari destinati agli aiuti per l'istruzione nei Paesi a basso reddito. 'Se si continua di questo passo - dichiara Carlotta Sanni, Direttore dei Programmi di Save The Children Italia - l'Obiettivo del Millennio di garantire entro il 2015 l'educazione primaria a tutti i bambini non sarà raggiunto'.
L'associazione lancia quindi la campagna globale 'Riscriviamo il futuro', con lo scopo di assicurare educazione di qualità a 8 milioni di bambini nei Paesi di conflitto entro il 2010. Save the Children chiede in questo modo a tutti i cittadini del mondo di supportare questa sfida ed esige dalle figure politiche più potenti una risposta chiara sui diritti negati .
La campagna 'Riscriviamo il futuro' ha ottenuto in Italia il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero per la Pubblica Istruzione, della Provincia di Roma, del Segretariato sociale RAI e di Mediafriends.
Tratto da
www.savethechildren.it
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