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Aumenta il prezzo degli alimenti nonostante l'incremento delle produzioni: la Fao lancia l'allarme per i Paesi più poveri
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24/05/08 Secondo l'ultimo rapporto 'Food Outlook' presentato dalla Fao
www.fao.org,
il costo totale delle importazioni di alimenti da parte dei Paesi più poveri raggiungerà nel 2008 i 169 milioni di dollari, il 40% in più rispetto al 2007. 'Il cibo non è più il prodotto meno caro sul mercato: i prezzi al rialzo degli alimenti sono destinati a peggiorare l'attuale situazione inaccettabile di carenza di derrate per 854 milioni di persone, con il rischio che il numero degli affamati aumenti ulteriormente', ha dichiarato Hafez Ghanem, vicedirettore generale della FAO.
Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite i prezzi continueranno a salire fino al 2017 e i raccolti eccezionali previsti in quasi tutti i continenti, già a partire da quest'anno, non riusciranno ad abbassarli.
Si legge sul sito
www.greenreport.it:
'Il cibo c’è, le previsioni di produzione di cereali sono favorevoli, ma la richiesta (e la speculazione) aumenta e bisogna ricostruire le scorte. Nel 2008 si dovrebbe raggiungere la produzione record cerealicola di 2.192 milioni di tonnellate, con un forte aumento del grano e un più 3,8% del riso. Il mistero è quindi perché i prezzi aumentano se l’offerta soddisferebbe la richiesta, o addirittura la supera?' E ancora: 'Il problema non sarebbe tanto quanto cibo si produce ma come e dove lo si produce e la disparità di redditi tra nord e sud del mondo.'
Dell'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle misure da attuare a favore delle popolazioni più povere ne parleranno i capi si Stato e di Governo nel prossimo vertice FAO in programma a Roma dal 3 al 5 giugno
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