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Legambiente contro lo sfruttamento dei bacini idroelettrici
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20/09/06 In provincia di Sondrio, tra la Valtellina e la Valchiavenna, si produce il 12% di energia idroelettrica del totale nazionale e la captazione delle acque, effettuata da 310 centrali, spesso avviene in modo selvaggio e senza rispetto della salvaguardia dell'ambiente alpino.
Questo è quanto dichiarato da Legambiente durante la conferenza stampa tenutasi il 13 settembre scorso a Sondrio, nell'ambito della campagna nazionale per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente alpino, 'Carovana delle Alpi'. L'associazione ha formulato quindi alle autorità competenti quattro richieste: nuove regole vincolanti di tutela ambientale per arginare il continuo incalzare delle concessioni per lo sfruttamento idroelettrico dei torrenti in Valtellina e Valchiavenna; tutele rigorose per i corsi d'acqua di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico; trasparenza e certezza del controllo sul rilascio del Deflusso Minimo Vitale da piccole e grandi derivazioni; istituzione di protocolli obbligatori per le opere di svaso e pulizia delle dighe, per impedire che le colate di limo diventino veri e propri killer di fiumi e torrenti.
Giovanni Bettini, responsabile di Legambiente Valtellina, ricorda che 'nella legislazione italiana e comunitaria esistono strumenti utilizzabili per la corretta gestione dei bacini provinciali. Uno di questi è la V.A.S., Valutazione Ambientale Strategica'.
Tratto da
www.legambiente.org
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