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'Diritto alla poppata': ma in Italia il latte per neonati è ancora un bene di lusso
25/06/08
Karen Speed mai avrebbe pensato di compiere un atto osceno inserendo su Facebook le foto che la ritraggono mentra allatta i suoi bambini. web20.excite.it
Eppure, nel 2007, il social network cancellò l'account di Karen per le 'nudità esposte', provocando l'indignazione della comunità del web che, in solidarietà della mamma, creò proprio sul network un gruppo chiamato 'Hey Facebook, breadfeeding is not obscene!' www.facebook.com/group.php?gid=2517126532 e lanciò una petizione, alla quale hanno aderito già 40mila persone, che chiede a Facebook di cambiare le regole.
Il diritto alla 'poppata libera' è stato invocato anche dalle oltre 100 mamme che si sono date appuntamento ieri a Roma: seni scoperti e pargoli attaccati, al grido di 'Io allatto dove mi pare'' hanno rinvendicato la scelta di poter sfamare la propria creatura in ogni angolo della città. 'La gente si scandalizza nel vedere una mamma che allatta', ha ribadito Grazia Passeri, presidentessa dell'associazione Salvamamma/Salvabebè, promotrice insieme al Gruppo Mercurio dell'iniziativa. 'Non si capisce perchè le veline possano mostrarlo e le mamme no'.
L'iniziativa di ieri aveva come secondo scopo anche quello di chiedere un intervento forte da parte della Commissione europea affinchè i prodotti dell'infanzia, e soprattutto il latte, possano avere prezzi più accessibili. Secondo la Federconsumatori www.federconsumatori.it il latte per neonati venduto in Italia è il più caro di tutto il vecchio Continente e non sono ancora state introdotte misure che possano contrastare le speculazioni su un pordotto di primissima necessità


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