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"Il popolo cinese sta soffrendo per la riuscita dei Giochi"
10/07/08
"La notte in cui Pechino ha vinto la candidatura a ospitare i Giochi olimpici io ho pianto. Ho pianto per la mia nazione e il mio popolo. I poveri della Cina non riescono nemmeno a nutrirsi, e devono ospitare le Olimpiadi. Il governo allora ha pensato di essere intelligente, ma in realtà è stato stupido.
L’unica nazione che ha tratto profitto dalle Olimpiadi è stata l’America (gli Stati Uniti – ndr). Molte altre nazioni non sono nemmeno riuscite a pagare i loro debiti in 20 o 30 anni. Alle ultime Olimpiadi, la Grecia ha perduto 1 miliardo di dollari. I cinesi soffrono già tanto per la povertà. Ora con le Olimpiadi, questa situazione peggiorerà.
Non riesco a capire come la gente voglia celebrare. Come si fa a ignorare che stiamo soltanto esibendo il nostro orgoglio? Si dice che Pechino ha progettato di spendere 80 miliardi di Rmb solo per le costruzioni olimpioniche. Immaginate: con quella somma , centinaia di migliaia di bambini potrebbero andare a scuola, molte persone non sarebbero più povere e gli operai disoccupati potrebbero trovare lavoro.
I Giochi Olimpici dureranno solo un po’ più di 10 giorni. Era proprio necessario sprecare così tanti soldi? Che cosa faremo con quegli stadi in futuro? Quanti soldi dovremo sprecare ancora solo per mantenerli? Sarà solo un’occasione per i membri corrotti del governo i essere ancora più corrotti.
Queste superbe costruzioni sportive non ci portano alcun bene. Sono solo un altro modo di sprecare i soldi delle nostre tasse."

La lettera rappresenta solo una delle tante dichiarazioni raccolte in Cina da AsiaNews www.asianews.it, tutte concordi nell'affermare che i Giochi Olimpici sono solo un paravento di democrazia dietro al quale il governo cinese continua imperterrito a calpestare i diritti umani.
Amnesty International ha intanto lanciato un appello al presidente della Repubblica popolare cinese, Hu Jintao, in cui, pur riconoscendo il valore di alcuni sforzi compiuti nel campo dei diritti umani, chiede che vengano fatti ulteriori passi avanti affinchè la Cina possa diventare un paese libero e democratico. In particolare, nel documento Amnesty chiede che vengano rilasciati tutti i prigionieri di coscienza; che venga impedito alla polizia di arrestare arbitrariamente attivisti per i diritti umani; di pubblicare statistiche nazionali complete sull'applicazione della pena di morte; un maggior impegno nella riduzione del numero di reati e l'introdurre una moratoria sulle esecuzioni; il completo accesso e piena liberta' di stampa ai giornalisti cinesi e stranieri; di fornire informazioni su tutte le persone uccise o arrestate a seguito delle proteste di marzo in Tibet.
www.amnesty.it


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