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Europarlamento: stop agli stereotipi di genere nelle pubblicità
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04/09/08 Con 504 sì, 11 no e 22 astensioni il Parlamento europeo ha approvato la relazione presentata dalla svedese Eva-Britt Svensson che mette al bando la pubblicità che esalta la discriminazione tra i sessi, la violenza sulle donne e che utilizza modelle eccessivamente magre per lanciare i messaggi promozionali.
"Gli stereotipi di genere nella pubblicità - ha dichiarato la Svensson - hanno un enorme effetto potenziale sugli sforzi di rendere la società più uguale fra uomo e donna, in quanto il mondo in cui viviamo è pieno di immagini e pubblicità che ci seguono costantemente, in casa, in tv, per strada, nei negozi, nei giornali".
Nella relazione vengono quindi esortati gli Stati membri 'ad istituire organi nazionali preposti al monitoraggio dei media, con una sezione per la parità di genere dotata di competenze specifiche, avente il compito di ricevere i reclami del pubblico, di aggiudicare premi per la parità ai professionisti dei mass media e della pubblicità, di effettuare studi e predisporre relazioni sul tema delle donne nei mezzi di comunicazione e di svolgere un monitoraggio regolare e sistematico delle rappresentazioni di genere nei contenuti mediatici; ritiene inoltre che anche il futuro Istituto europeo per le questioni di genere (European Gender Institute) possa intraprendere ricerche in tal campo'. Inoltre, viene sottolineato come 'la rappresentazione mediatica dell'ideale corporeo può influire negativamente sull'autostima delle donne, in particolare delle adolescenti e di quante sono esposte al rischio di disordini alimentari come l'Anoressia nervosa e la Bulimia nervosa e raccomanda quindi gli operatori radiotelevisivi, gli editori di periodici e i pubblicitari ad adottare un comportamento editoriale più responsabile nei confronti della scelta di donne estremamente magre come modello, optando per un varietà più realistica di figure corporee'
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