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Presto le Ong internazionali potranno lavorare in Cina
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04/11/08 Si legge su AsiaNews:
www.asianews.it
"In Cina le Organizzazioni non governative (Ong) sono molte e il governo deve tenerne conto. Esse portano nel paese milioni di euro e nuove e moderne tecnologie per lo sviluppo educativo, sanitario, per i disabili, tutti campi umanitari a cui lo stato non riesce a fare fronte". La Cina, o almeno una pare di essa, sta cercando di aprire nuove frontiere alla cooperazione internazionale, soprattutto per far fronte ad emergenze sociali non più controllabili, per problemi economici, da parte degli organismi statali .
In Cina, solo le Ong 'sponsorizzate' da un dipartimento governativo (in grado cioè di garantirle davanti allo stato) possono lavorare senza problemi, ovvero trovare una sede, aprire un conto in banca per ricevere le donazioni, avere una copertura legale. Per registrarsi lo Stato chiede di versare un fondo che va dai 12mila al milione di euro, cifre proibitive per la maggior parte delle organizzazioni e stabilite proprio per impedire la nascita di Ong troppo influenti.
In Cina attualmente operano 262mila Ong locali, mentre mancano ancora all'appello le Ong internazionali, anche se qualcuna è riuscita ad entrare registrandosi come ditta e per operare è costretta a pagare tasse molto alte.
Qiao Shenqian, vice-ministro del Centro per la registrazione delle Ong ha assicurato che a breve verranno introdotte importanti modifiche peragevolare la registrazioni delle Ong: i problemi sociali del Paese sono molti e questa timida apertura verso l'esterno fa sperare in un cambiamento.
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