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Con la Finanziaria passa anche il decreto che privatizza l'acqua: e ora?
14/11/08
L'acqua è vita e, come tale, è un diritto inalienabile, che non può e non deve essere soggetto a mercificazioni di alcun tipo. Eppure, con l'articolo 23 bis "Servizi pubblici locali di rilevanza economica" del decreto legge 112 Tremonti - approvato in sordina dal Parlamento italiano il 5 agosto scorso, con il benestare di una sonnecchiante opposizione - trasformerà un bene pubblico comune in un bene privato controllato da poche ma potenti multinazionali.
La notizia non ha generato tanto scalpore sui quotidiani nazionali (a parte un interessante articolo di Curzio Maltese pubblicato sul numero odierno de 'la Repubblica), mentre sui blog e sui siti di informazione (di destra, sinistra e di ogni credo) c'è gran fermento e preoccupazione per le conseguenze del decreto
Su www.carta.org Il missionario comboniano Padre Alex Zanotelli così affronta l'argomento: "Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’acqua, queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fanno male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici Rosario Lembo e Riccardo Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare , non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali". E ancora: "Mi chiedo amareggiato: ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua? Ma cosa succede in questo nostro paese? Perché siamo così immobili? Perché ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori? Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?"


Rosaria Ruffini, Docente di teatro allo IUAV di Venezia, scrive così sul sito www.liberacittadinanza.it : "Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica...Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori".


Intanto, la la buona notizia è che sabato 22 e domenica 23 novembre si terrà ad aprilia (LT) il secondo Forum italiano dei movimenti per l'acqua "Acqua pubblica: riprendiamoci il futuro!", che avrà come scopo quella di rafforzare le lotte territoriali dei comitati che lavorano in difesa dell'acqua pubblica. Il programma completo su www.acquabenecomune.org Su www.parlamento.it/leggi/08133l.htm
è possibile leggere il decreto integrale.




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