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"Immagine offensiva": il Comune di Milano dice no al manifesto di Telefono Donna
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14/11/08 "Chi paga per i peccati dell'uomo? Solo il 4% delle donne vittime della violenza denuncia il proprio carnefice. Le altre pagano anche per lui".
La frase appare scritta sul manifesto (nella foto) che l'associazione Telefono Donna
www.telefonodonna.it
ha scelto per celebrare la Giornata Mondiale contro la Violenza alla Donne, ma che il Comune di Milano si rifiuta di affiggere in città. L'assessore al Decoro Urbano milanese, Maurizio Cadeo, ha infatti bloccato la diffusione dei 500 manifesti che "ledono il senso religioso dei cittadini", mentre la presidente di Telefono Donna, Stefania Bartoccetti ha ribattuto, stupita: "Da cattolica non vedo nulla di offensivo né di blasfemo nel manifesto, che è già stato stampato dopo il primo sì del Comune. Abbiamo scelto un’immagine forte per spingere le vittime delle violenze a uscire dal silenzio".
L'associazione, dal 1992 si occupa di ascoltare, informare e soccorrere le donne che hanno subito violenza e, proprio per questo suo importante impegno volontario e svolto senza scopo di lucro, ha ricevuto l'attestato di Benemerenza Civica ed opera con il Patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia.
"Certo è un'immagine con un messaggio di forte impatto - dice Bartoccetti - ma la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non parla di caramelle, e in una campagna non si possono solo dare dati sul numero di violenze. Il nostro compito è di dare ascolto e voce a chi si trova a vivere questa violenze, e il loro vissuto è : mi sento in croce. Il messaggio che vogliamo dare è di profonda sofferenza: per carità, non da paragonare a quella del Cristo, ma comunque di profonda sofferenza". Nessuna intenzione, precisa Bartoccetti, "di entrare in contrasto con l'amministrazione, anche se non mi aspettavo la posizione assunta oggi dopo aver concesso l'autorizzazione", si legge su
www.affaritaliani.it
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