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Lanciata una campagna nazionale per la salvaguardia del suolo
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18/12/08 L'Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio. Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.
Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all'anno.
Dal 1950 ad oggi, un'area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento.
Il limite di non ritorno, superato il quale l'ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura.
Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all'attacco e all'invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.
Non vi è angolo d'Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.
Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l'acqua non sono risorse infinite.
Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l'agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città , sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.
La Terra d'Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata.
Curiamola!
Così recita la campagna nazionale 'Stop al consumo di territorio' promossa da AltriAsti
www.altriasti.it
, AltrItalialtroMondo
domenicofiniguerra.wordpress.com
, Cibernetica Sociale Italia
www.ciberneticasociale.org
, Eddyburg.it
eddyburg.it
e Movimento per la Decrescita Felice
www.decrescitafelice.it
che, insieme ad altri firmatari, si sono organizzati nel Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato.
Scopo principale della campagna è quella di convincere le istituzioni a cambiare la politica urbanistica affinchè il suolo non sia più utilizzato come 'moneta corrente' per i bilanci comunali. I firmatari chiedono pertanto "una moratoria generale ai piani regolatori e alle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa 'mappatura' di case sfitte e capannoni vuoti", affinchè "si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate, salvaguardando il patrimonio storico del Paese".
Per aderire alla campagna: altritalialtromondo@gmail.com
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