|
News |
|
In Europa c'è grande interesse per il commercio equo e solidale
|
30/01/09 "Fu nei Paesi Bassi che, nel 1988, un importatore di caffè formalizzò l'idea di creare un mercato per un prodotto realizzato eticamente; pertanto non sorprende che il commercio equo e solidale resti soprattutto un concetto europeo", ha dichiarato Jonathan Banks, Business Insights Director Europe, The Nielsen Company
www.acnielsen.it
Secondo quanto emerso dalla ricerca Nielsen, rispetto a una media globale del 49%, ben il 69% dei cittadini europei dichiara di aver sentito parlare dei prodotti del commercio equo e solidale.
"L'acquisto di prodotti del commercio equo e solidale soddisfa la coscienza sociale dei consumatori, consapevoli di contribuire a rendere il mondo un posto migliore", spiega Banks. "Una recente ricerca Nielsen ha rivelato che i consumatori preferiscono l'acquisto di prodotti etici piuttosto che fare beneficenza."
Sulle modalità di acquisto dei prodotti Banks ha commentato: "Il marchio unico dei prodotti del commercio equo e solidale è stato parte integrante del loro successo: il logo Fairtrade
www.fairtradeitalia.it
promuove la consapevolezza e il riconoscimento dei prodotti e i consumatori sono incoraggiati a cercarlo e a identificarsi con esso".
Infine, per quanto riguarda il loro costo Banks ha dichiarato : "Se il 39% dei consumatori nel mondo che ha sentito parlare dei prodotti del commercio equo e solidale concorda molto o moltissimo nel dire che essi sono più costosi degli altri, va riportato che questo leggero aumento del costo non ne ha rallentato la crescita. Secondo la UK Fairtrade Foundation, i consumatori nel mondo hanno speso 1,6 miliardi di sterline in prodotti certificati Fairtrade nel 2007, un aumento del 47% rispetto al 2006."
|
|
|
|
| |
|
|
|