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Crisi economica e filantropia: come si comportano gli italiani?
03/02/09
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato dall'Istituto Italiano della Donazione (IID) www.istitutoitalianodonazione.it


Alla luce del periodo di recessione economica in cui si trova il nostro Paese, quali sono le conseguenze sulle attività e sullo sviluppo delle Organizzazioni Non Profit (ONP) italiane? E quali i progetti per il futuro? A queste domande ha cercato di rispondere una ricerca condotta dall’Istituto Italiano della Donazione nel gennaio di quest’anno.


Si è tenuta oggi presso la Sala Gialla del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) www.cnel.it la conferenza stampa “La generosità batte la crisi? Le elargizioni da privati al Terzo Settore. Gli effetti della crisi sulle donazioni natalizie”.
L’incontro, aperto da Edoardo Patriarca, coordinatore del Gruppo di lavoro sull’Economia sociale del CNEL e da Alessandro Beda, vice presidente IID, che ha brevemente presentato l’Istituto e l’attività da questi svolta, ha visto gli interventi di Franco Vannini e Cinzia Di Stasio che hanno presentato i dati della ricerca recentemente condotta da IID sull’andamento della raccolta fondi natalizia.
Lo studio è stato condotto tenendo presente lo scenario attuale del Terzo settore italiano - caratterizzato da 5,5 miliardi di donazioni complessive, 8 miliardi di donazioni potenziali a medio termine e circa 25 milioni di donatori - e i dati resi noti da un’indagine quantitativa sui comportamenti di donazione commissionata a GfK Eurisko www.eurisko.it e presentata a ridosso del periodo natalizio.
In quella sede, la rilevazione aveva messo in luce che in Italia, la percentuale di donatori che aveva fatto una donazione negli ultimi 5 anni - calcolato sul totale della popolazione italiana - era pari al 52%. Di questo 52% i donatori fedeli ad una o più Organizzazioni risultavano pari al 64%, mentre la saltuarietà del comportamento di donazione era ravvisabile nell’84% dei casi. Inoltre, i donatori regolari si caratterizzano per una maggiore “generosità” rispetto ai saltuari (donazione media pari a circa 180 € all’anno). I saltuari segnalavano infatti - 73% del campione analizzato - di non essere certi di voler continuare a garantire il sostegno economico fino ad allora accordato all’ONP preferita, adducendo nel 30% dei casi, come motivazione, la “mancanza di denaro”.


La ricerca IID ha analizzato in primis le aspettative di raccolta fondi delle Organizzazioni Non Profit, che nel 65% dei casi si sono reputate soddisfatte.
Tuttavia la situazione di stallo economico in cui si sono venute a trovare le famiglie italiane e le imprese ha già iniziato a farsi sentire e le prospettive sulla raccolta fondi dei prossimi mesi non sono certo ottimistiche.


Da un’analisi più approfondita condotta sulle Organizzazioni Non Profit socie dell’Istituto Italiano della Donazione (50% del campione indicato), i settori nei quali la flessione si è fatta maggiormente sentire sono stati la cooperazione internazionale ed il sostegno a distanza (SAD). E’ stata invece preferita, durante la raccolta fondi natalizia 2008, l’area della salute/ricerca scientifica.


Dalla ricerca emerge soprattutto che il Terzo Settore è pronto a reagire e a garantire continuità ai progetti già avviati (65% del campione) e le azioni che le Organizzazioni prevedono di attuare si situano prevalentemente nell’area della raccolta fondi: il 26% infatti dichiara di avere in programma l’avvio di iniziative di intensificazione ed innovazione dell’attività di fundraising ed un altro 26% indica di voler variare il target di riferimento delle campagne. Il 5% segnala invece di voler agire diminuendo l’importo sollecitato nell’ambito delle diverse iniziative di raccolta fondi; infine, il 14% del campione indica la strada dell’ottimizzazione delle risorse economiche investite internamente alla struttura: taglio delle spese straordinarie o superflue, migliore razionalizzazione degli impegni di spesa già previsti e ridimensionamento dei budget sulle diverse funzioni.


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