|
News |
|
A Como l'acqua deve restare pubblica!
|
07/02/09 Pubblichiamo il comunicato inviato dal Comitato comasco per l'Acqua pubblica; info@circoloambiente.org
Grande successo per l’incontro sul tema acqua tenutosi mercoledì 4 febbraio scorso presso la Sala Consigliare del Comune di Cernobbio (CO).
L’incontro, dal titolo “Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Como”, era organizzato dal Comitato Comasco Acqua Pubblica, in collaborazione col Gruppo Consigliare “Progetto Cernobbio”.
Alla serata hanno partecipato sindaci, una decina di assessori, responsabili di aziende pubbliche di gestione acqua ed un folto pubblico interessato ad approfondire il tema della gestione dell’acqua nel territorio della provincia di Como.
Durante l’incontro sono state illustrate le modifiche alla Legge Regionale sui servizi idrici, recentemente votate dal Consiglio Regionale. Le modifiche cancellano l’obbligo, imposto dalla precedente norma regionale del 2006, di mettere a gara il servizio di erogazione dell’acqua.
Secondo il Comitato Comasco Acqua Pubblica gli ATO (Ambito Territoriale Ottimale) hanno ora la possibilità di applicare gli scenari aperti delle modifiche di legge. Nel nostro caso l’ATO di Como dovrebbe aggiornare il Piano d’Ambito, affidando direttamente gestione ed erogazione dei servizi idrici alla stessa società patrimoniale ComoAcqua - proprietaria di reti ed impianti – adeguandone lo Statuto. In questo modo in provincia di Como si potrà mantenere la gestione dell’acqua tramite le aziende pubbliche locali, senza cadere nelle logiche della finanziarizzazione e degli intrecci societari che, nel disegno di Formigoni, avrebbero avuto in A2A il soggetto lanciato alla conquista della gestione dell’acqua di tutta la Regione, unitamente ad energia, gas e rifiuti.
Alcuni sindaci hanno espresso forti perplessità sul percorso intrapreso finora dall’ATO, che recepiva il precedente vincolo imposto dalla Legge Regionale in merito alla suddivisione del servizio in due parti, gestione ed erogazione, da affidare a due società diverse, con l’obbligo di mettere a gara – e quindi di privatizzare – il servizio di erogazione.
I sindaci hanno espresso la preferenza per l’affidamento del servizio alle società pubbliche che già oggi gestiscono il servizio nei vari circondari, prevedendo, per una gestione più capillare delle reti idriche, la suddivisione del territorio in sub-ambiti, situazione tra l’altro preesistente alle modifiche deliberate dall’ATO nel 2007.
Durante il dibattito, si sono rammentati i rischi contenuti nella normativa nazionale: si è ribadita la necessità di lottare per pretendere una modifica dell’art. 23 bis della legge n. 133 - votata lo sorso agosto - che a sua volta “obbliga” a ricorrere alla gara per l’affidamento dei servizi pubblici, definiti di rilevanza economica.
La quasi totalità degli interventi hanno evidenziato la necessità che l’acqua venga dichiarata un diritto umano, privo di interesse economico. Infatti solo in questo modo sarà possibile salvaguardare l’acqua come bene comune in tutta Italia.
Il Comitato Comasco Acqua Pubblica intende programmare, in collaborazione con sindaci, consiglieri comunali, comitati locali, altri momenti informativi sul territorio provinciale, destinati a diffondere il tema della gestione pubblica dell’acqua.
Su
www.altracomo.it
il video dell'incontro.
|
|
|
|
| |
|
|
|