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Nelle scuole milanesi il 60% degli studenti è coinvolto nel bullismo
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26/02/09 Nel corso del seminario internazionale "Bullismo, aggressività e relazioni tra pari", promosso dall’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli, dal CRIIdee, dalla Regione Lombardia e tenutosi ieri presso l'Università Cattolica di Milano, sono stati presentati i dati sul fenomeno in Lombardia raccolti da un recente studio del Centro di ricerca sulle dinamiche evolutive ed educative (CRIIdee) della stessa università.
Secondo tale studio, il 57,3%, di 438 bambini e ragazzi tra la quarta elementare e la terza media scelti come campione in 7 scuole di Milano e provincia, è in qualche misura coinvolto nel bullismo.
Nell'indagine il 6,6% di bambini e ragazzi è stato individuato come autore di prepotenze, cioé come bullo, l'11 come vittima di prevaricazioni perpetrate dai compagni. Ma l'aspetto significativo emerso è che un 6,8% aiuta attivamente il prepotente nelle sue azioni di sopraffazione e addirittura il 6,2 sostiene il bullo nel senso che manifesta approvazione per le prepotenze in classe. Solo il 13% di bambini interviene a favore della vittima, mentre il 13,7%, i cosiddetti esterni, cerca di mantenersi al di fuori delle prevaricazioni pur essendone a conoscenza. Il 42,7 invece non ha un ruolo nel bullismo.
Nell'indagine il 6,6% di bambini e ragazzi è stato individuato come autore di prepotenze, cioé come bullo, l'11 come vittima di prevaricazioni perpetrate dai compagni. Ma l'aspetto significativo emerso è che un 6,8% aiuta attivamente il prepotente nelle sue azioni di sopraffazione e addirittura il 6,2 sostiene il bullo nel senso che manifesta approvazione per le prepotenze in classe. Solo il 13% di bambini interviene a favore della vittima, mentre il 13,7%, i cosiddetti esterni, cerca di mantenersi al di fuori delle prevaricazioni pur essendone a conoscenza. Il 42,7 invece non ha un ruolo nel bullismo.
www.ansa.it
Un recente studio condotto dall’Università della Calabria e presentato all’ultima Conference on Music Perception and Cognition ha dimostrato invece che la musica può essere utilizzata come arma terapeutica contro il fenomeno dell’aggressività tra i banchi di scuola. Secondo la ricerca, firmata dal team di Eugenio Prete, improvvisare musica in classe pare favorisca la tranquillità dei ragazzi e la loro capacità di interazione sociale.
Lo studio è stato eseguito su 158 bambini tra gli 8 e i 10 anni e, per sei mesi, nella routine scolastica sono state inserite attività basate sullimprovvisazione musicale. La valutazione nel cambiamento comportamentale è stata effettuata sia in base all’osservazione diretta che attraverso un test usato in psichiatria per valutare la predisposizione al bullismo.
Il risultato importante di questa ricerca è che le attività musicali hanno indotto una netta diminuzione dei comportamenti aggressivi e hanno migliorato le capacità relazionali e di comunicazione.
www.psicologiaedintorni.com
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