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L'apertura di nuovi casinò e l'insensibilità sociale del Governo
04/03/09
Pubblichiamo il comunicato inviato dalla Consulta Nazionale Antiusura www.consultantiusura.it

La stampa di domenica scorsa ha appena dato risalto ad una notizia incredibile sia per i contenuti, proposta di aprire nuovi Casinò, che per la fonte; in effetti la notizia è stata diffusa dall’On. Renato Schifani, presidente del Senato della Repubblica!
Da anni la Consulta Nazionale Antiusura accoglie la sofferenza delle famiglie dei giocatori d'azzardo, famiglie un tempo "normali", oggi spazzate dal ciclone dell'azzardo che travolge soprattutto le persone più indifese: i figli che in queste famiglie crescono abbandonati, soli e senza punti di riferimento.
Riteniamo dunque assurdo che si continuino ad ipotizzare proposte che potranno produrre solo ulteriori disastri familiari, economici e sociali.


Queste affermazioni trovano conferma in Associazioni impegnate a curare le vittime dell’azzardo. Ne citiamo, tra le altre, due alle quali diamo voce attraverso questo comunicato: l’AND (Azzardo e Nuove Dipendenze) www.andinrete.it , con sede a Varese, e l’A.GIT.A. (Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie) www.sosazzardo.it , con sede a Campoformido (UD).
L’Associazione A.GIT.A. in particolare, opera da oltre un decennio nel campo della prevenzione e della terapia in una Regione, il Friuli Venezia Giulia, circondata da Case da Gioco (oltre cinquanta Casinò nella vicina Slovenia, per non parlare dei casinò austriaci e Croati ed infine l’italiano Casinò di Venezia), curando persone che attualmente seguono un terapia mirata che coinvolge tutta la famiglia e che in passato erano frequentatori delle suddette sale.
In Italia l’azzardo di Stato ha superato i centomila miliardi delle vecchie lire annue e, quindi, è necessario non alimentarlo ma azzerare la sua pubblicità e diminuire drasticamente l’offerta.
Qualsiasi altra iniziativa che continui ad andare in senso inverso denota una insensibilità sociale oltre che l’incapacità a comprendere che a più consumo di azzardo da parte della popolazione corrisponde un impoverimento economico generale.


Il mondo politico ha fatto chiaro riferimento alla promozione del turismo, che contribuisce ai fabbisogni di cassa dello Stato, mettendo così, ancora una volta, in evidenza enormi contraddizioni. Si emanano leggi per combattere il sovraindebitamento e, contemporaneamente, se ne incentiva la diffusione con provvedimenti, quale quello proposto, ben sapendo che l’azzardo incentiva forme di debito che prostrano le persone e le famiglie.


Dopo che le città, i quartieri, le piazze, i bar, le mense, le abitazioni sono state invase da trecentocinquantamila postazioni per il gioco d'azzardo autorizzato, saturando ogni spazio fisico e di relazione interpersonale, riprende nuovo slancio la richiesta bipartisan di aprire casinò nelle località turistiche. Un casinò in ogni hotel a “cinque stelle”; una sala da gioco con gli specchi su ogni lungomare o in ogni stazione termale.


La Consulta Nazionale Antiusura, con le Fondazioni ad essa associate, da oltre dieci anni partecipa e promuove Convegni organizzati da Associazioni che curano le vittime dell’azzardo, quali quelle citate, rilevando come sono sempre più numerosi i casi di persone e famiglie rovinate.
Non sfugge la stretta connessione tra usura e azzardo, tale da rendere persino secondaria la distinzione tra consumo di offerte “statali” di gioco e partecipazione alle forme clandestine di scommesse, roulette, poker e altre modalità tradizionali della delinquenza. In questo senso il business dell'azzardo (legale e illegale) attrae gli interessi delle organizzazioni delinquenziali diffuse sul territorio.


Se Schifani davvero pensa che "l'economia italiana possa essere stimolata e rifiorire mediante la promozione dell'industria dall'azzardo" dobbiamo solo temere il peggio e pensare che dietro queste affermazioni c’è solo il bisogno di assicurare all’erario altre entrate.
L'azzardo sta all'economia come all'economia stanno i famigerati titoli tossici di cui tanto si parla.
Qual è la differenza? Nessuna. Scatole vuote entrambe attraverso le quali la gente inconsapevolmente si indebita e annega. Qualcuno certamente ci guadagna. Ma non sono certamente né i cittadini né l'economia sana.


E' ora di dire basta e di rammentare ai nostri Governanti che la loro missione è la tutela dei cittadini, partendo innanzitutto dai beni costituzionalmente sanciti: la salute, il risparmio e il lavoro, non utilizzando forme che inducono al degrado economico e morale.
Oltretutto questo tipo di consumo, come da tempo hanno dimostrato gli studiosi del settore, non arreca allo sviluppo economico e alla valorizzazione turistica alcun beneficio, come, contrariamente, si vuol propagandare.


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