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Giù le mani dai diritti delle donne
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05/03/09 Pubblichiamo il comunciato inviato dalle firmatarie dell'appello "Donne per una difesa del lavoro delle donne".
Un otto marzo davvero difficile quest’anno: le lavoratrici subiscono la minaccia, momentaneamente rinviata, di innalzamento dell’età pensionabile; di cancellazione del divieto di lavoro notturno per le gestanti e fino all’anno del bambino/a. Tutto in nome di una parità, che invece di estendere i diritti anche agli uomini, li riduce drasticamente alle donne.
Per non parlare di quanto già fatto nell’ultimo anno: annullamento della norma contro le dimissioni in bianco (art.39 comma 10, lettera 1, D.Lgs. 112/2008); riforma della scuola, che lascerà senza lavoro migliaia di insegnanti, nella stragrande maggioranza donne, e ridurrà l’offerta del tempo pieno, mettendo in difficoltà molte madri.
Per impedire che la protesta possa rallentare la cancellazione di questi ed altri diritti di lavoratrici e lavoratori, si attacca anche il diritto di sciopero e quello di rappresentanza sindacale.
Sul fronte sicurezza, invece di dare maggiore stabilità ai rapporti di lavoro, che consentirebbero alle giovani donne di guardare con fiducia al futuro ed avere una sicurezza economica che le renda meno ricattabili, si pensa solo a militarizzare le città.
Le firmatarie dell’appello “Donne per una difesa del lavoro delle donne” invitano pertanto a partecipare al presidio di
venerdì 6 marzo alle 13.30 davanti alla Prefettura di Corso Monforte 31 a Milano.
Per domenica 8 marzo, invece, l'appuntamento è in piazza del Duomo alle ore 10.00, ore 11 piazza Mercanti alle ore 13.00, in piazza Castello alle ore 13.30 per un pic-nic al Parco Sempione. Marceremo con cartelloni che rappresentano i diritti delle donne che difendiamo.
Per maggiori informazioni:
347.4144517; 338.2968859; difesalavorodonne@gmail.com
La foto è tratta da
femminismo-a-sud.noblogs.org
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