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Minori in arrivo via mare: Save the Children presenta il suo rapporto
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11/05/09 Nel corso di un incontro tenutosi il 20 aprile scorso, Save the Children Italia onlus ha presentato il rapporto "L'accoglenza dei minori in arrivo via mare", sviluppato sulla base del progetto Praesidium III, dall’Unione Europea e in coordinamento col MInistero dell'Interno, la United Nations
High Commissioner for Refugees (UNHCR), l’ International Organization for Migration (IOM) e la
Croce Rossa Italiana (CRI).
Secondo il rapporto
www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=605
Il 91,3% dei minori ospitati sono di sesso maschile, a fronte di un 8,7% di sesso femminile, di età compresa tra i 16 e i 17 anni. Provengono prevalentemente da Egitto (27,9%), Nigeria (11,6%), Palestina (11,5%), Eritrea (10%), Tunisia (9,2%), Somalia (7,2%) e Ghana (6,3%).
Le comunità alloggio siciliane monitorate sono state 39, tutte con gravi problemi di affollamento. "Le comunità vengono finanziate dalle Prefetture fino all’apertura delle tutele, successivamente dagli enti locali che spesso hanno problemi di fondi", spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. “Da un lato il sovraffollamento, dall’altro i problemi di copertura finanziaria si traducono nell’abbassamento degli standard di accoglienza proprio nei luoghi che, al contrario, dovrebbero rappresentare per molti ragazzi l’inizio di un percorso di integrazione, adeguata protezione e tutela dei loro diritti”.
La carenza di beni essenziali e il numero limitato di mediatori culturali limitatno il processo di inserimento lavorativo e scolastico dei ragazzi e li rendono più esposti al rischio di essere assorbiti nei circuiti di sfruttamento e lavoro irregolare.
Sono infatti molti i ragazzi che sfuggono dalle comunità: il tasso di allontanamento è circa del 60%, pari a 1119 minori su un totale di 1860, tasso che ha una maggiore incidenza per i minori egiziani, eritrei e somali. "Un numero di fughe così elevato è da imputarsi al peggioramento delle condizioni di accoglienza in comunità, ma anche alla mancanza di informazione sulle opportunità che la legge italiana può offrire a questi ragazzi, nonchè di chiari percorsi formativi e professionali per i minori", continua Valerio Neri.
Tra le principali richieste rivolte a Regione Sicilia e Prefettura, Ave the Children chiede che:
-venga introdotta una distinzione fra comunità di prima e seconda accoglienza, in base alla durata del collocamento e ai termini per la definizione e l’avvio del percorso di tutela e di inserimento del minore, fermi restando gli standard di accoglienza già fissati dalla normativa;
- venga favorita l’implementazione, su tutto il territorio nazionale, di un sistema di accoglienza così configurato e che questo disponga di un numero di posti adeguato;
- venga creata una rete tra le comunità sviluppando procedure di raccordo tali da garantire lo sviluppo di un sistema di presa in carico ed assistenza efficiente;
- venga predisposto un piano di accoglienza nazionale, che non sia basato sull’emergenza ma tenga conto sia dei minori presenti sul territorio che degli arrivi prevedibili e sia dotato della necessaria copertura finanziaria.
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