|
News |
|
MonzainBIci: "I politici della nuova provincia incentivino l'uso della bicicletta"
|
25/05/09 Pubblichiamo il documento che l'associazione MonzainBici
www.monzainbici.it
ha consegnato ai candidati Presidenti della Provincia di Monza Brianza, con con lo scopo di chiedere un impegno deciso a favore della mobilità ciclistica.
Egregi candiati Presidenti della Provincia di Monza e Brianza,
Vi chiediamo l’impegno a favorire fortemente la mobilità ciclistica nelle città della nascente Provincia di Monza e Brianza e tra le città stesse.
Chiediamo, se d’accordo, di sottoscrivere questo documento e darcene notizia.
L’associazione MonzainBici si è costituita nel mese di luglio 2002, con lo scopo di incentivare l’uso della bicicletta negli spostamenti cittadini attraverso l’aggregazione di ciclisti e non e la promozione di campagne divulgative a favore della mobilità sostenibile.
A causa delle condizioni del traffico, molti cittadini non usano questo mezzo ecologico proprio per la pericolosità delle strade urbane.
La maggiore diffusione della mobilità ciclabile contribuisce alla riduzione del traffico privato e dell’inquinamento atmosferico (prodotti di combustione dei motori, idrocarburi incombusti, polveri sottili, eccetera).
Per questi motivi si rende necessario adottare interventi atti a ridurre il numero delle auto in circolazione, proponendo alla nascente Provincia di Monza e Brianza, che vengano attuati i seguenti interventi:
1 – INTERVENTI DI MODERAZIONE DEL TRAFFICO NEI QUARTIERI con zone a 30 km/h per ottenere una maggiore sicurezza nelle strade urbane ed extraurbane con una generalizzata riduzione delle velocità, in modo da incrementare gli spostamenti ciclabili e pedonali.
2 – UNA DIFFUSA RETE DI ITINERARI CICLABILI INTERCONNESSI IN CITTA’ E TRA LE CITTA’ DELLA PROVINCIA DI MONZA che colleghi tra loro i quartieri, le stazioni ferroviarie e degli autobus pubblici; gli uffici pubblici (poste, tribunale, comune ecc); tutti i luoghi di forte attrazione come il Parco, i mercati rionali, gli ospedali ecc.
3 – PARCHEGGI PER BICICLETTE E RASTRELLIERE diffuse in tutte le città e localizzati nei luoghi di maggior affluenza.
4 – CAMPAGNE DIVULGATIVE PER INCENTIVARE GLI SPOSTAMENTI URBANI IN BICICLETTA
5 – REALIZZARE “BICISTAZIONI” presso le stazioni ferroviarie, con servizi di parcheggio, custosia, riparazione, noleggio, per le biciclette.
6 – PROMUOVERE IL BIKE SHARING nelle città della Provincia.
La città è di tutti, le strade, le piazze, tutti hanno il diritto di utilizzarle e di goderne.
Lo spazio deve tornare ad essere di tutti, le piazze devono dare la possibilità di chiacchierare, riposare, leggere, guardare chi passa, bere un caffè in tutta tranquillità e sentirsi parte integrante della città, della sua vita sociale e politica. Devono riacquistare il ruolo sociale per cui sono state create!
La gente dovrebbe spostarsi preferibilmente con i mezzi pubblici e la bicicletta; le auto dovrebbero trovare posto in piccoli parcheggi sotterranei diffusi in ogni quartiere in modo da ridare spazio a disposizione di tutti, in particolar modo per il gioco dei bambini.
Il traffico dovrebbe essere organizzato a tre livelli:
la grande viabilità,
le strade di attraversamento,
le strade di penetrazione residenziale, che dovrebbero essere strade residenziali vivibili con limitazione della velocità a 30 Km/ora, come estensione della propria abitazione dove le gente possa ricostruire quel rapporto sociale con gli altri che nelle nostre città ormai si è perso completamente.
Desideriamo città con queste caratteristiche:
una mobilità possibile, sicura, per tutti: pedoni, ciclisti, mezzi pubblici e automobili;
ciclabili che collegano le città della Provincia e per favorire il ciclotursmo, nel rispetto dell’ambiente;
un verde diffuso, per non dover fuggire ogni momento appena possibile, per poter riassaporare il gusto della natura;
una sensazione di appartenenza alla città, dove sia rara la solitudine e lo sconforto, tratti caratteristici quanto negativi della nostra società;
una città solidale dove ci sia il diritto/dovere di essere informati e di partecipare alla vita cittadina, dove ci sia accoglienza e tolleranza, dove i bambini possano trovare i loro spazi per giocare e per la loro crescita sociale.
La mobilità ciclistica e pedonale avvicina i cittadini: spesso si usa l’auto anche per brevi tratti di strada proprio perché le condizioni ambientali non invogliano, per sentirsi protetti da un ambiente estraneo che non accoglie.
E’ importante che le periferie non vengano abbandonate e che non siano più considerate solo un “retro” rispetto alla facciata bella e curata.
Nella città caotica e frenetica, la bicicletta viene considerata solo come uno strumento per una “passeggiata” e non come mezzo intelligente per spostarsi da un luogo ad un altro, per raggiungere il posto di lavoro o per fare una commissione, per andare in un ufficio pubblico, per fare la spesa, per raggiungere la stazione ferroviaria ecc.
La gente utilizza la bicicletta solo se il percorso che deve fare è piacevole carico di spunti positivi e se dispone di un tragitto protetto (piste ciclabili e moderazione del traffico), sicuro sia per l’anziano che per i bambini e in definitiva per tutti.
Se viceversa tutto questo non esiste prenderà la sua auto anche per piccoli spostamenti.
Percorsi ciclabili, marciapiedi liberi, collegamento casa-scuola, casa-lavoro sicuri e moderazione della velocità, questi sono gli interventi che racchiudono il segreto per una nuova cultura del vivere in città, sia nel suo centro storico che in periferia.
Va sviluppato fortemente il trasporto pubblico sia a mezzo di bus che ferroviario e favorire l’intermodalità treno+bici, bus+bici che permette di percorrere destinazioni più lontane senza usare obbligatoriamente l’auto.
I benefici sociali ed economici di questi interventi sono evidenti nella:
- maggiore indipendenza ed autonomia per bambini ed anziani;
- riduzione del traffico con conseguente diminuzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico;
- riduzione della spesa familiare e sociale diretta per minori costi di trasporto e riduzione dei costi indiretti per incidenti stradali e patologie legate all’inquinamento.
Tutto ciò è possibile, è già stato realizzato in altri Paesi, in altre città europee ed italiane: è sufficiente imitare i buoni esempi ed aggiungere un po’ di fantasia per adattare tutto alla realtà locale. A volte anche piccoli interventi iniziali possono già risolvere alcune situazioni negative. A questo va aggiunta una grande opera di sensibilizzazione della cittadinanza, va allargata la cultura di tutti per un miglior rispetto dell’altro all’interno della città.
Abbiamo uno strumento di enormi potenzialità: la bicicletta. Cerchiamo di sfruttarlo al meglio, affinché questo mezzo di trasporto vada al di la del suo uso primario: permetta di contrastare i problemi legati al traffico ma anche di avere una visione della vita in città diametralmente diversa da quella che conosciamo oggi.
Basta crederci.
|
|
|
|
| |
|
|
|