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Signor Presidente Obama, vorremmo parlare dell'acqua, diritto inalienabile dell'umanità...
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08/07/09 Pubblichiamo volentieri la lettera/appello che il Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua
www.contrattoacqua.it
ha inviata alla Casa Bianca e all'Ambasciata americana a Roma, con lo scopo di sensibilizzare i capi di governo che si riuniranno all'Aquila in questi giorni in occasione del G8 all'inserimento del tema dell'acqua tra le priorità dell'agenda politica internazionale.
Signor Presidente Obama,
nei giorni del G8 Lei giocherà un ruolo determinante, come sarà determinante il ruolo della Presidenza
degli Stati Uniti rispetto al problema dei mutamenti climatici. Noi pensiamo che questa sia un’occasione per
porLe una questione che riteniamo fondamentale per l'umanità: l'acqua.
Signor Presidente, la sua elezione ha suscitato nel mondo molte aspettative. E' stato visto come un leader
capace di dire al proprio paese e al mondo intero che dai terribili problemi del pianeta si esce solo tutti
assieme.
Ne siamo convinti. In particolare noi, firmatari del presente appello, che riteniamo l'accesso all'acqua un diritto
umano oggi negato ad 1,2 miliardi di persone. Siamo convinti che il grande problema dell'umanità sarà la
“Crisi Mondiale dell'Acqua”, così come l'ha dichiarata l'ONU nel 2006. La mercificazione universale
dell'acqua è già in atto e avrà effetti devastanti sulla vita di miliardi di persone.
Acqua e mercato dell'acqua sono un passaggio epocale, che disegnerà nuove geografie dell'esclusione e dei
conflitti.
Nei prossimi decenni, se non vi si porrà rimedio per tempo, metà della popolazione mondiale non avrà
accesso all'acqua potabile e per queste ragioni 200 o 300 milioni di persone nel mondo saranno costrette a
spostarsi, il prezzo degli alimenti salirà vertiginosamente e ci saranno guerre più terribili di quelle per il
petrolio. In questo scenario la politica e le Istituzioni internazionale delegano al mercato azionario il governo di
questo bene, lo stesso mercato che ha portato il Suo paese e il mondo intero alla crisi economica e
finanziaria.
Lei ha ridato alla politica il senso degli interessi generali, ha parlato di sanità pubblica come di un bene
comune e inaugurato l'era nella quale ai contrasti si risponde con il "parliamone..."
Ecco, noi vorremmo sottoporLe quattro ordini di problemi molto semplici:
• alle soglie del XXI secolo le istituzioni internazionali si rifiutano ancora di dichiarare l'acqua un
diritto umano inalienabile e il suo paese - gli USA - è tra i più decisi sostenitori di tale rifiuto;
• le linee guida della politica mondiale dell'acqua vengono definite ogni tre anni dal Forum Mondiale
dell'Acqua, una sede privata e non legittima, retta dalle grandi multinazionali;
• l'acqua è mercificata, venduta e quotata in borsa, in tutti i suoi usi anche i più indispensabili;
• nei negoziati sui cambiamenti climatici la crisi dell'acqua è del tutto ignorata, l'acqua viene
considerata un bene economico e la priorità nei suoi usi va alla produzione energetica.
Quattro semplici richieste, Signor Presidente, che rivolgiamo a Lei perché da Lei ci aspettiamo che il
“parliamone” si traduca in capacità di ascoltare, di affrontare e rispondere ai problemi anche quando non
vengono posti dai potenti.
Per noi le risposte sono scontate, nell'ordine naturale delle cose:
• l'acqua è un diritto umano;
• l'acqua non è una merce ma un bene comune;
• l'acqua deve essere governata da istituzioni legittime come l'ONU, a cui va restituita autorità;
• l'acqua deve essere inserita nell'agenda di Copenhagen sui mutamenti climatici;
Non conosciamo il Suo pensiero in merito, ma ci auguriamo, per il bene dell'umanità, che possa condividere
questi elementari principi. Le chiediamo una risposta, come segno che anche per i movimenti sociali, per il
mondo della cultura e per la società civile in genere è iniziata un'era di cambiamenti nei rapporti con la politica.
Per sottoscrivere l'appello: info@contrattoacqua.it
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