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I diritti non hanno bisogno di permessi di soggiorno
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10/07/09 "Lilly voleva incontrare di nuovo sua madre, ma arrivata a Malpensa ha scoperto di non riuscire a riconoscerla tra i volti che attendevano i passeggeri dell'aereo dall'Ecuador.
Henry frequentava il liceo navale di Manabì, doveva diventare cadetto e fare la carriera militare. In Italia è stato iscritto a una scuola professionale. È entrato in una "banda", ha commesso dei reati, è finito in carcere.
David è arrivato in Italia per lavorare e non ha mai avuto il permesso di soggiorno. Lui è stato tra i fondatori dei Latin King a Milano. È stato in carcere, ha avuto una malattia. Parlava di pace e di progetti. È stato ucciso".
Si chiama "Quiero vivir por nuestros deseos" la campagna sostenuta da associazioni, guppi, comitati, semplici cittadini che capiscono il disagio sociale provato dai ragazzi provenienti da altri Paesi e il pericolo che corrono se lasciati soli: organizzazione in gruppi di strada, microcriminalità, bullismo. Si legge nel testo della campagna "Molti ragazzi e molte ragazze arrivano nel nostro Paese e scoprono che il loro futuro è terribilmente simile al presente dei propri genitori: lavori umili, pagati poco e con poche garanzie; le file davanti alla questura per rinnovare il permesso di soggiorno; le fughe dai controlli quando il permesso di soggiorno non c'è; case piccole e sovraffollate. Per alcuni ragazzi e alcune ragazze il prezzo da pagare per essere "bravi immigrati" è troppo alto. Hanno cercato altro, hanno cercato i propri simili, hanno voluto costruire un mondo in cui sentirsi accettati, sentirsi importanti. Un mondo in cui potere salvare la propria faccia. Il proprio mondo. In questo contesto sono nati i gruppi di strada, quelle che i mezzi di informazione e gli imprenditori della paura chiamano le bande".
Con la campagna i promotori, che si impegnano a promuovere progetti per non lasciar soli i giovani dei gruppi di strada, chiedono che la città di Milano applichi politiche pubbliche di accoglienza e garantisca pari opportunità a tutti.
Tra le associazioni che hanno aderito all'appello anche Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie Coordinamento di Milano e provincia e Coordinamento della Lombardia
www.libera.it
, dalla quale è stata presa la notizia.
Per maggiori informazioni
www.facebook.com
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