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"No alla privatizzazione del centro di Erba"
14/07/09
Pubblichiamo il comunicato inviato dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" di Merone (CO) www.circoloambiente.org .


“Con lo stralcio dal Piano di Governo del Territorio, si rischia di consegnare nelle mani dei privati il futuro del centro di Erba”. È questa la denuncia del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, a fronte della procedura, che vorrebbe adottare la Giunta Comunale di Erba, per escludere dal PGT l’area centrale, da riprogettare attraverso un Piano Integrato di Interventi (P.I.I.).


Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: “Il P.I.I. è una tipica procedura di iniziativa privata, tramite la quale i proprietari contrattano con l’Amministrazione Comunale le loro pretese edificatorie. Al contrario, una pianificazione seria dovrebbe partire dal Comune dando priorità alle esigenze pubbliche! Col Piano Integrato si rischia invece di consegnare il futuro urbanistico del centro città agli interessi speculativi degli immobiliaristi, gli stessi che negli ultimi decenni hanno fatto di Erba una città invivibile, piena di banche e priva di spazi pubblici”.


Lo stralcio dovrebbe riguardare le aree dismesse: ex-Asme, Enel, Gasfire, Molino Mottana, ubicate nel centro città. Queste zone sono, purtroppo, appetibili dal punto di vista immobiliare, sia per le destinazioni residenziali che per quelle commerciali, mentre ad Erba la vera esigenza è quella di aree con funzioni pubbliche.
Infatti secondo il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, la riqualificazione di queste aree dismesse dovrebbe partire da una visione “pubblica”: spazi di aggregazione, piazze e aree pedonali, per far vivere e respirare il centro di Erba, oggi soffocato dal traffico e dalle banche. Infine, dopo una ponderata operazione di censimento delle abitazioni sfitte, si potrebbe destinare una parte dei volumi esistenti per l’edilizia popolare, anche per calmierare i prezzi di mercato degli appartamenti che oggi tagliano fuori le famiglie meno abbienti.


Conclude Fumagalli: “Noi vogliamo una città con meno traffico, meno banche, ma con più luoghi di aggregazione e aree pedonali: in poche parole una città a misura d’uomo!”.


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