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"Lo Stato si occupi dei danni sociali provocati dal gioco d'azzardo"
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27/07/09 "Nella quotidiana attività svolta dalla Consulta Nazionale Antiusura e dalle Fondazioni associate, ci troviamo a dover assistere persone che, lusingate da facili vincite, abbagliate da montepremi favolosi, pressate da situazioni familiari particolari, circuite da messaggi ammiccanti, hanno creduto di trovare nel gioco la soluzione di ogni problema; trovando, invece, il baratro che li ha portati a sovraindebitarsi o, peggio ancora, nella spirale dell’usura”. Così si è espresso mons. Alberto D'Urso, segretario della Consulta Nazionale Antiusura, in merito all'aumento del numero di italiani dediti al gioco d'azzardo e alle stratosferiche vincite che attirano sempre più giocatori. "Nel solo mese di giugno gli italiani hanno puntato nei vari giochi ben 4,4 miliardi di euro che hanno prodotto entrate erariali per 745 milioni di euro", prosegue mons. D'Urso, che aggiunge "Il jackpot del Superenalotto ha superato i 100 milioni di euro, cifra che impegna la ragione e la morale di ognuno di noi."
"Sarebbe giusto, eticamente doveroso, socialmente apprezzabile - conclude mons. D'Urso - che lo Stato, se da un lato fa cassa con tali attività, si preoccupi anche dei danni sociali prodotti, contribuendo con una quota parte delle vincite a finanziarie le attività che cercano di rimediare ai danni derivati”, quali appunto la Fondazione Antiusura e le associazioni di recupero dei 'giocatori compulsivi'".
Fonte:
www.agensir.it
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