Netweek      
News
Le famiglie e la spirale dell'azzardo
30/07/09
Pubblichiamo volentieri un comunicato della Consulta Nazionale Antiusura onlus www.consultantiusura.it


Nelle ultime settimane tutti i quotidiani e le agenzie di informazione hanno puntato i propri riflettori sul gioco del “Superenalotto” che, di estrazione in estrazione, ha portato il jackpot a cifre stratosferiche; siamo ad oltre 100 milioni di euro, vale a dire oltre i 200 miliardi di vecchie lire. Una cifra enorme, che impegna la ragione e la morale di ognuno di noi.


Una posta in palio di tali dimensioni rende ottusa la mente dei giocatori che, sempre in numero maggiore e con impegni finanziari più consistenti, si accaniscono nel gioco con il miraggio della vincita.


In soli sei mesi le giocate al Superenalotto hanno raggiunto l’importo di 1,2 miliardi di euro con un incasso da parte dello Stato di 605 milioni di euro. Nel solo mese di giugno gli italiani hanno puntato nei vari giochi ben 4,4 miliardi di euro che hanno prodotto entrate erariali per 745 milioni di euro.
Un record di spesa a fronte di pur modestissimi vantaggi per l’Erario dello Stato.


Stiamo assistendo ad un fenomeno del tutto nuovo, cioè a dire, non è più il giocatore che va al gioco ma è il gioco che si fa trovare sempre più disponibile e a portata di mano del giocatore. È in questa logica che si moltiplicano le diverse forme di gioco: dal gratta e vinci, alle varie schedine, alle slot-machine, al ben più insidioso gioco on-line.
C’è da chiedersi: ma tutta questa attività a chi giova?
Parzialmente anche alla finanza dello Stato attraverso le entrate erariali, certamente ai gestori dei giochi attraverso le provvigioni molto grasse loro riservate.
Ed allora chi paga?
Sono i cittadini a pagare e fra essi le fasce più deboli che svuotano le loro tasche per riempire quelle vuote dello Stato e quelle ricche dei gestori.
A tal proposito è appena il caso di citare il recentissimo “Decreto Abruzzo”, provvedimento che apre nuove opportunità di sviluppo per i giochi on-line.


Nella quotidiana attività svolta dalla Consulta Nazionale Antiusura e dalle Fondazioni associate, ci troviamo a dover assistere persone che, lusingate da facili vincite, abbagliate da montepremi favolosi, pressate da situazioni familiari particolari, circuite da messaggi ammiccanti, hanno creduto di trovare nel gioco la soluzione di ogni problema; trovando, invece, il baratro che li ha portati a sovraindebitarsi o, peggio ancora, nella spirale dell’usura.
Tutto questo non è in sintonia con la morale cristiana alla quale il Papa nella sua ultima Enciclica ci ha richiamati, ma non è neanche in linea con la “Morale” senza aggettivi.
Non è giusto educare ed eccitare i cittadini, e fra questi soprattutto le nuove generazioni, a scorciatoie da imboccare per arricchirsi.
Così facendo ogni scorciatoia diviene legittima, anche quelle che entrano in collisione con la morale, l’etica, la decenza, e che affollano le aule dei tribunali.
Sappiamo di toccare tasti molto sensibili, ma sappiamo anche bene che tacendo si finisce con l’essere conniventi e tradiremmo le attività che ormai da decenni vedono tanti volontari che operano nelle Fondazioni Antiusura, impegnati nell’aiutare fasce sociali deboli e soggetti caduti nella piaga dell’usura anche a causa del gioco.
Una soluzione deve essere trovata.
Montepremi pari a quello raggiunto dal Superenalotto fanno perdere il senso della misura e del valore del denaro; si ha la percezione del numero e non del valore che esso rappresenta.
Non si tratta di contrastare il gioco in quanto tale, ma di riportarlo nel giusto e fisiologico ambito del divertimento e dell’impiego delle proprie capacità, sottraendolo al caso o, peggio ancora, all’azzardo.
Diverse associazioni sono già impegnate nel recupero dei giocatori compulsivi che, a causa della loro malattia (perché tale è), hanno distrutto la propria vita e quella dei propri cari.
Ebbene, queste associazioni, e fra queste la Consulta Nazionale Antiusura e le Fondazioni dislocate sull’intero territorio nazionale, sono vincolate, nell’azione di recupero dei giocatori compulsivi, dalle risorse finanziarie mai sufficienti.
Sarebbe giusto, eticamente doveroso, socialmente apprezzabile che lo Stato, se da un lato fa cassa con tali attività, si preoccupi anche dei danni sociali prodotti, contribuendo con una quota parte delle vincite a finanziarie le attività che cercano di rimediare ai danni derivati.
Se il gioco di Stato ha dei vantaggi per l’Erario, deve di converso preoccuparsi e farsi carico anche dei danni che ne derivano.
Non sono sufficienti le dichiarazioni di intenti “giocare con moderazione” oppure “il gioco è vietato ai minori” ecc… . Si ha l’impressione che simili raccomandazioni come “altre” dello stesso tenore costituiscano solo un ipocrito alibi.
Una Società che si avvia su questa strada perde il senso del bene comune, focalizza le proprie attività verso il benessere del singolo anche a scapito degli altri, diventa sempre più egoista.
Il Papa nella citata Enciclica ha scritto: “il problema decisivo è la complessiva tenuta morale della società”.
Chiediamo alle forze politiche di prendere a cuore tale problema e di farlo proprio. Non può una Società civile, quale noi siamo o aspiriamo ad essere, disinteressarsi dei più deboli soprattutto quando proprio queste fasce sono a subire i danni che la Società stessa, anche se in forma indiretta, produce.


Torna indietroCommenta l'articolo
 
 
Ricerca associazioni
Per provincia
Per comune
Per categoria
Per Nome



Cerchi
A


In vetrina
Associazione Sciare per la Vita
Valfurva
CF:
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI BELLAGIO - VISGNOLA
Bellagio
CF:
Dmedia Group Spa Soc. Unipersonale Corso Vittorio Emanuele II, 15 20122 Milano C.F. e P.IVA 13428550159 Società del GRUPPO DMAIL GROUP S.p.A. - Milano Codice fiscale e Registro Imprese 12925460151

TERMINI E CONDIZIONI | PRIVACY POLICY | COOKIE POLICY