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Canzo: successo per il campo di econd'Alpe
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12/08/09 Si è concluso sabato 8 agosto il campo di volontariato internazionale per il
recupero di Second’Alpe, l’antico borgo che fino agli anni ’50 ospitava alcune famiglie di Canzo (CO) dedite all’economia di montagna.
Al campo hanno partecipato dieci volontari (foto) provenienti da tutto il mondo: dalla Corea del
Sud, dal Messico, dalla Repubblica Ceca, Spagna, Francia e Germania, ai quali si sono
aggiunti alcuni volontari italiani.
Il campo è stato organizzato da ERSAF Lombardia, Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e Cooperativa Sociale Meta e si è avvalso del contributo della Comunità Montana del Triangolo
Lariano.
Durante i 15 giorni del campo, i volontari internazionali coordinati dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
www.circoloambiente.org
sono stati impegnati nei lavori di recupero di Second’Alpe, abbandonato negli anni ’50. Si è
trattato della quarta esperienza di volontariato, dopo quelle tenutesi con altrettanto successo nelle
ultime estati.
Anche quest’anno i volontari, aiutati dai dipendenti dell’ERSAF, hanno lavorato con passione ed
energia (intervallando al lavoro momenti ludici e visite al territorio) al recupero dell’antico
insediamento del Second’Alpe (vedi foto allegate), allo scopo di portarne alla luce i resti e
la memoria di uno stile di vita ad economia agricolo-pastorale di montagna, ormai
scomparso in questa zona.
Dallo scavo è emerso il lastricato di due vani situati tra il cortile e la cosiddetta "casa di San
Miro", l'edificio più antico del borgo, in cui si narra che sia nato il santo tanto noto alla tradizione
popolare di Canzo.
I volontari hanno ritrovato alcuni “reperti” tra cui alcune piastrelle originali intatte, chiodi fatti a
mano, ferri di cavallo, un fondo di vaso con un disegno.
Nella scorsa primavera Second’Alpe è stata oggetto di un importante lavoro di consolidamento
edilizio e recupero paesaggistico da parte di ERSAF; nel corso dell’anno verranno completate
le installazioni espositive e probabilmente nel 2010 verrà inaugurato il nuovo museo all’aperto.
In una porzione dell'area verranno esposti i reperti ritrovati durante gli scavi compiuti dai volontari.
Le foto sono tratte dal sito del circolo.
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