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Per Bankitalia gli immigrati non 'rubano' posti di lavoro. E in Italia aumentano gli imprenditori stranieri
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19/08/09 Secondo il Dossier Immigrazione 2008 della Caritas, sono 4 milioni gli immigrati regolari presenti in Italia, con un tasso di attività del 73,2%. E proprio grazie a questa nuova mano d'opera straniera il tasso d'occupazione nel nostro Paese è aumentato: "Anche in una congiuntura economica difficile come quella attuale è prevista la necessità di nuovi lavoratori stranieri per il buon andamento del mercato", si afferma nel Dossier.
Dei circa 3 milioni circa 3 milioni di lavoratori in nero in Italia, un terzo è straniero, un milione di occupati di cui 5-600.000 sono colf e badanti. Il resto, circa 400.000 lavoratori, sono sparsi negli altri settori, soprattutto agricoltura ed edilizia. Il lavoro nero dei migranti copre, secondo il Dipartimento Immigrati della Cgil, una quota del 20% in ogni settore.
In netto aumento anche il numero dei migranti imprenditori, in grado di creare nuovi posti di lavoro.Gli artigiani autonomi - secondo il Dossier Caritas 2008 - sono un decimo della popolazione adulta straniera, con 165.114 titolari d'impresa, 52.715 soci e 85.990 altre figure societarie: dal maggio 2007 l'aumento è stato di un sesto, una crescita ben più accentuata rispetto ad aziende con titolarità italiana.
Sempre per quanto riguarda il tema immigrati-lavoro, la Banca d'Italia ha pubblica uno studio che afferma come "la crescita della presenza straniera non si è riflessa in minori opportunità occupazioni per gli italiani" e in cui si evidenzia "l'esistenza di complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne". In pratica, secondo lo studio, grazie all'aumento della mano d'opera straniera (tecnici ed operai), non solo non ha tolto lavoro agli italiani, ma ha aumentato le possibilità lavorative per i cittadini più istruiti che mirano a posti di gestione e amministrazione. Inoltre, grazie a colf e badanti, anche per le donne risulta più semplice il reinserimento nel mondo del lavoro.
FOnte
www.ansa.it
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