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Bandire le mutilazioni femminili: in Lombardia e Veneto il numero maggiore di casi
01/10/09
L'associazione radicale Non c'è pace senza giustizia www.npwj.org , nell'ambito di una tavola rotonda sul tema delle mutilazioni genitali femminile (MGF) che si è tenuta ieri a Roma, ha presentatodati sconcertanti contenuti in una ricerca commissionata dal Ministero per le Pari Opportunità.
Secondo l'indagine, più di mille le bambine e le adolescenti immigrate da Paesi africani che hanno già subito, o potrebbero subire nel nostro Paese, mutilazioni genitali. E sono circa 35 mila le donne immigrate che sono state vittime di questa pratica prima di venire in Italia o una volta giunte qui.
Inoltre, in Italia sono 110 mila le donne provenienti dai 26 Paesi africani in cui le mutilazioni genitali costituiscono "una pratica culturale e tribale diffusa". Di esse, 35 mila sono già mutilate. Le loro figlie, circa 4.600 ragazzine che hanno meno di 17 anni, sono il 'serbatoio' dal quale provengono le oltre 1000 sfortunate che porteranno per tutta la vita i segni delle mutilazioni e conseguenze sanitarie gravissime. Fonte www.ansa.it
La tavola rotonda era coordinata dalla vice-presidente del Senato Emma Bonino, che ha ribadito il massimo impegno del nostro Governo per far fronte al problema delle mutilazioni.
Secondo i dati dell'Organizzaione Mondiale della Sanità, tra i 100 e i 140 milioni di bambine, ragazze e donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali, mentre il continente africano ne detiene l'aberrante prmato.
"Oltre al problema sanitario - ha ricordato il direttore generale della cooperazione Elisabetta Belloni - occorre ricordare che le donne che hanno subito una mutilazione genitale hanno delle consegueze pesanti che condizioneranno per sempre la loro vita."
Non solo leggi, quindi ma anche tanta informazione, per dare via ad un reale cambiamento culturale in grado di coinvolgere i Paesi in cui la pratica è più diffusa.


Secondo la ricerca commissionata dal Minstero per le PAri opportunità, L'80% delle donne e delle bambine che in Italia hanno subito le mutilazioni genitali - circa 110 mila - è concentrato in quattro regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. In particolare, in Lombardia si concentra il 35% delle donne mutilate (38.970), in Veneto il 14% (15.340), in Emilia Romagna il 13% (14.150), nel Lazio il 10% (11.312). A seguire, si registrano l'8% del Piemonte e il 5% della Toscana. Il 4,2% di tutte queste donne è rappresentato da bambine e adolescenti con meno di 17 anni che subiscono la mutilazione nel nostro Paese o nei periodi di soggiorno nel Paese d'origine.
Lo studio ha stimato che entro il 2050 saranno 30-40 mila le under 17 mutilate sessualmente. A quella data, si ipotizza che nel nostro paese la pratica sarà estinta.


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