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Domà Nunch: "Siamo al suicidio collettivo. Basta coi disastri ambientali"
19/10/09
Riceviamo dalla Redazione El Dragh Bloeu e pubblichiamo www.domanunch.org


Lo scorso 30 luglio 2009 la Regione Lombardia ha ufficialmente adottato il PTR, il Piano Territoriale Regionale, in cui è prevista la realizzazione di una seconda autostrada Pedemontana, a nord della prima.
Il tracciato partirà da Malnate, nel Seprio, per arrivare a innestarsi in Brianza nella Como-Lecco, all'altezza di Nibionno / Briosco. L'opera passerà nella zona nord del Parco Naturale della Pineta, riconosciuto come area di alto pregio nel marzo 2008 dopo una procedura che si è protratta per anni a causa di pochi ma potenti oppositori interessati a mettervi le mani.
La Pedemontana bis intaccherà anche il Parco Naturale della Valle del Lambro.


Come più volte detto, le strade, oltre a consumare territorio in sè, non possono risolvere i problemi di mobilità, che invece aumentano, ma sono storicamente il mezzo per una nuova urbanizzazione: capannoni, centri commerciali, centri logistici, peggiorando ancor più la qualità del nostro paesaggio, sottraendo spazi all'agricoltura, aggiungendo problemi a problemi (scomparsa di fauna e flora, impermeabilizzazione del suolo, dissesto idrogeologico, aumento della pressione inquinante nei corsi d'acqua, nel suolo, nell'aria).
La Pedemontana bis "serve" perchè si è pronti a saturare la prima di cemento ancor prima di averla costruita, a dimostrazione di quanto Domà Nunch denuncia da anni.


L'aumento della densità di popolazione, degli insediamenti e dello sfruttamento delle risorse naturali nel nostro territorio non sono più fenomeni tollerabili perchè vanno oltre qualsiasi forma di buon senso. Siamo ormai al suicidio collettivo e pianificato della nostra gente, del nostro ambiente e della nostra cultura.
E' chiaro, quindi, che esiste una minoranza all'interno del nostro popolo fatta di politici, amministratori, imprenditori, speculatori immobiliari che non ne ha mai abbastanza e, detenendo il potere, pretende di privatizzare gli utili e riversare i disastri ambientali sul pubblico. Se questo è possibile, è perchè esistono precise responsabilità politiche, ed esse risiedono nei rappresentanti dell'Amministrazione Regionale e nei loro partiti.


Domà Nunch non si fa prendere in giro. Pretendiamo che gli Amministratori Regionali, Provinciali e i Sindaci prendano immediatamente le distanze da questo progetto. Durante il progetto della prima Pedemontana abbiamo già sentito troppe chiacchiere e promesse non mantenute. Se qualcuno ancora crede che dopo i disastri che l'Insubria ha vissuto negli ultimi decenni servano altre strade, evidentemente la lezione non è servita oppure quel qualcuno ha dei forti interessi.
Urge quindi una rivoluzione culturale che coinvolga chi non vuole più essere un mulo da soma contento di lavorare su una "bella" autostrada per lo stato il 50% della propria giornata, e ribellarsi e rifiutare questo modello di "sviluppo".


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