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Ristorno fiscale a rischio per le Comunità Montane
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03/11/09 Le resistenze al rinnovo dell'accordo di cooperazione in campo fiscale tra Italia e Svizzera per l'anno 2009, determinate dalle vicende seguite allo "scudo fiscale" con la tensione tra Roma e Berna, rischiano di provocare pesanti ricadute sui già provati bilanci dei Comuni montani di confine, destinatari delle somme derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori transfrontalieri.
I ristorni sulla remunerazione dei circa 40 mila transfrontalieri - che vengono attribuiti dalla Comunità elvetica a titolo di compensazione finanziaria sulla base dell'accordo bilaterale italo-svizzero del 1974 e che ammontano a poco meno di 36 milioni di euro per l'anno 2008 - sono ripartiti ai Comuni per il tramite delle province e delle Comunità montane delle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e provincia autonoma di Bolzano. Il mancato trasferimento di queste somme metterebbe pertanto a rischio servizi fondamentali per la comunità quali quelli relativi a scuole, mense e assistenza sociale.
"Non possiamo permettere - dice il Presidente dell'Uncem - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Mntani - Enrico Borghi - che le tensioni tra Italia e Svizzera, scoppiate a seguito della vicenda scudo fiscale, determinino conseguenze sul territorio mettendo a rischio servizi fondamentali. Abbiamo perciò chiesto al Governo, e attendiamo rassicurazioni in questo senso, di garantire la necessaria copertura di tali trasferimenti agli enti locali coinvolti, indipendentemente dalle vicende legate agli esiti delle relazioni tra i Paesi".
L'iniziativa Uncem si e' sostanziata in una richiesta ufficiale al premier Silvio Berlusconi e ai ministri Tremonti, Fitto e Frattini.
"Non escludiamo - commenta Borghi - un passo ufficiale in Conferenza Unificata qualora perduri questo rischio".
Fonte
www.uncem.it
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