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"Lambro, l'inquinamento occulto"
07/12/09
Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di www.domanunch.org

La morsa del grande inquinamento che ha investito l'ambiente dei fiumi d'Insubria nella seconda metà del '900, determinandone un catastrofico degrado, sta perdendo intensità. Ma esistono ancora stadi residuali irrisolti che si fondono a più recenti turbative, subdole o paraecologiche, preannunciandosi come la nuova frontiera del degrado, e vero grande ostacolo sulla via di una reale riqualificazione.


L'amico Luciano Erba, brianzolo, da lunghi anni è fautore della valorizzazione ambientale del fiume Lambro. Ha effettuato ricerche e studi sull'habitat fluviale e sulle ragioni per cui il recupero del''equilibrio ecologico dei fiumi è ancora un dato lontano, nonostante i tanti proclami. Spiega Paolo Pirola: "Nessuno come Luciano Erba conosce i segreti e i problemi del fiume della Brianza".


L'autore, presentando il suo libro, ha dichiarato: "L'amore per la natura risale ai primordi della mia esistenza. Per il Lambro l'amore è nato con la passione per la pesca, anch'essa molto remota. Poi mi resi conto che l'attrazione era determinata da una forza maggiore.
Una volta durante una vacanza a Magreglio, alle sorgenti del Lambro, argomentavo con la proprietaria della residenza che ci ospitava l'insensatezza d'inquinare il fiume fin dalle sorgenti. La distinta signora milanese mi interruppe dicendomi, con una mia certa sorpresa: "Lei è così perché in queste cose vede Dio". Più semplicemente il mio amico Boschi diceva che a me piaceva l'acqua più che la pesca: "Luciano quando parla del Lambro è come se parlasse di una bella donna!".
Il Lambro d'Alserio era fino al 1970 un autentico paradiso, indescrivibile e forse incomprensibile a chi non l'ha vissuto. Io credo sia nell'estetica l'attrazione fondamentale. Per questo detesto ogni forma di degrado o d'insulto alla natura e all'acqua, sorgente materiale e simbolica della vita. Perché l'inquinamento occulto? A volte non perché non si vede, ma perché non si vuol vedere. A volte invece letteralmente non si vede (i tossici più pericolosi sono incolori e inodori). E' occulto perché è subdolo, trasmigrante da uno stato fisico ad un altro, criptico o mutageno, eterogeneo, insito nella dinamica dello sviluppo e soprattutto di costume."


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