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Frana a Caslino d'Erba: basta cave e basta cemento!
16/01/10
Riceviamo dal Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' di Merone (CO) e pubblichiamo.


“La frana staccatasi oggi dal fronte roccioso tra Caslino d’Erba e Scarenna di Asso dimostra che la Vallassina è a forte rischio geologico”. Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene a seguito dell’evento franoso verificatosi questa mattina e che ha causato l’interruzione della strada che collega Caslino d’Erba e la frazione Scarenna di Asso (nelle foto).


Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: “Fortunatamente la frana non sembra aver causato danni a persone. Ma occorre riflettere sul fatto che solo due anni fa l’Amministrazione Provinciale di Como aveva pianificato in quello stesso versante una nuova cava di roccia da 800.000 metri cubi di capacità estrattiva, da affidare alla cementeria Holcim di Merone. Solo in un secondo momento l’ipotesi della cava era stata stralciata grazie all’opposizione della nostra associazione e dei cittadini della zona”.


Ma gli ambientalisti tornano a denunciare il rischio geologico e l’eccessiva cementificazione del territorio nella Vallassina: “Il masso staccatosi pochi giorni prima di Natale in località Laguccio di Canzo dimostra ancora una volta il rischio geologico di molte aree della Vallassina. È utile ricordare che l’area ai piedi della frana del Laguccio è edificabile! Per non parlare dell’inquietante progetto per la costruzione di un nuovo supermercato ai piedi della cascata della Vallategna ad Asso. Un progetto assurdo che deve essere definitivamente ritirato! Rammentiamo poi che negli ultimi anni il territorio di Asso e in particolare la frazione Scarenna hanno subito una pesantissima urbanizzazione, case su case che hanno stravolto il paesaggio alle pendici dei monti del Triangolo Lariano”.


Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede ora uno stop alla pianificazione di nuove cave e di nuove aree edificabili.
Conclude Fumagalli: “Regione, Provincia e Comuni, non devono permettere nuove cave o nuove aree edificabili. La pianificazione deve essere fatta tenendo in considerazione i rischi idrogeologici e non, come spesso è avvenuto, gli interessi speculativi. Il nostro territorio non può permettersi nuovi errori che rischiano di mettere a repentaglio la vita dei cittadini!”.


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